Borsa Milano giù, Letta bis non convince

3 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Giornata poco mossa per Piazza Affari, con le incertezze sull’impatto della prolungata serrata del governo Usa controbilanciate dagli incoraggianti dati economici della Cina. Sul Ftse Mib, tra i bancari Mps piatta con +0,05%, Bper +0,44%, BPM solida con +3,71%, Banco Popolare +0,50%, Intesa SanPaolo -0,47%, Ubi Banca +1,37%, Unicredit -0,20%. Male Cnh Industrial, con -3,12%, Eni -0,58%, Fonsai +3%, Prysmian -1,48%, Telecom Italia +0,95%.

Tra i singoli nomi, spicca la corsa di Finmeccanica, con il titolo +3,47% circa, anche oggi favorito dalle indiscrezioni di un’offerta in arrivo dal Fondo strategico italiano per Ansaldo Energia. Un Cda potrebbe essere convocato già domani. Al termine del consiglio di amministrazione di Telecom Italia si è invece dimesso, come previsto, Bernabè.

Piazza Affari ha chiuso ieri ai massimi dall’agosto del 2011, quando il Ftse Mib viaggiava a quota 17.720 punti. Si tratta del miglior valore dell’anno, sopra ai 18.089 punti dello scorso 25 settembre, con scambi vivaci per 3,83 miliardi di euro di controvalore. Oggi il Ftse Mib ha fatto dietrofront, segnando un calo -0,44% poco sopra la soglia dei 18.000 punti.

Lo Spread tra Btp e Bund rimane sotto controllo, fermo con +0,06% a 251,03 base, ma c’è qualche perplessità sulla tenuta del Governo di larghe intese. Sui 256 punti la chiusura di ieri. Il rendimento sale +0,12% al 4,22%, all’indomani della fiducia incassata dal governo Letta.

Gli investitori italiani hanno tirato un sospiro di sollievo dopo gli eventi di ieri al Senato e non vengono scossi dall’avvertimento di Moody’s. L’agenzia di rating ha avvertito che gli obiettivi di rientro di bilancio non verranno raggiunti, riferendosi al rapporto deficit Pil al 3%. A rischio è la ripresa “assai debole” (come l’ha definita anche ieri Draghi) dell’economia.

Secondo il Wall Street Journal quella ottenuta dal Governo Letta è solo una fiducia a tempo e il premier dovrà continuare a sbracciare e lottare per poter governare e varare le riforme strutturali necessarie.

Rimane un certo nervosismo di fondo legato all’impasse sul budget a Washington. Il dollaro cala ai minimi di otto mesi rispetto al paniere delle principali valute, appesantito proprio dal persistere della chiusura delle amministrazioni federali americane, mentre gli ultimi sviluppi positivi sulla scena politica italiana offrono supporto all’euro. Ieri Bernanke, il numero uno della Federal Reserve ha parlato di una ripresa lenta.

In ambito macro, dopo oltre due anni torna a espandersi il settore dei servizi, che contribuisce per il 70% della crescita del Pil italiano. Grazie al rafforzamento degli ordini l’indice Pmi è salito al 52,7 dai 48,8 di agosto.

Brutte notizie invece dall’Istat: il potere d’acquisto nel 2012 è calato del 4,7%. Si tratta del calo più marcato dal 1990. Nell’area euro, l’indice composito dei direttivi di acquisto (PMI) è salito ai massimi di 27 mesi in settembre, a quota 52,2 contro i 51,5 precedenti.

In aumento le vendite al dettaglio nella regione, cresciute dello 0,7% ad agosto rispetto al mese precedente, segnando una flessione dello 0,3% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Rivisto da +0,1% a +0,3% il dato di luglio. Nel complesso dell’Unione Europea, le vendite al dettaglio ad agosto sono aumentate dello 0,4% congiunturale e dello 0,3% tendenziale.

È stata una seduta all’insegna dei rialzi per i mercati asiatici dopo il balzo ai massimi di sei mesi del dato sul settore dei servizi cinesi. La Borsa di Tokyo chiude piatta. L’indice Nikkei 225 si è attestato in area 14.157,25 punti (-0,09%).

Gli investitori continuano a tenere un occhio a quello che avviene a Washington, con l’impasse sul bilancio che continua. Il muro contro muro tra Repubblicani e Democratici, consumato sulla controversa riforma sanitaria varata da Barack Obama, ha provocato una paralisi federale delle attività non strategiche.

La portata della gravità della situazione l’ha offerta Obama, che parlando al mondo della finanza di New York, ha avvertito Wall Street: “C’è veramente da preoccuparsi”. Per via di quello che viene chiamato in inglese “shutdown” dell’amministrazione, oggi non verrà pubblicato il report mensile governativo sul mercato del lavoro.

In Italia l’altra faccia della crisi politica, per ora scampata, entra in una seconda fase: per il Governo Letta il primo vero grande banco di prova sarà la manovra finanziaria, ora nota come legge di stabilità di fine 2013. Va presentata entro il 15 ottobre.

ALTRI MERCATI – Sul valutario, euro in rialzo sul dollaro. La moneta unica sfonda quota 1,36 contro il biglietto verde e si posiziona a 1,3627, in crescita +0,38%. Dollaro/yen -0,13% a JPY 97,20; euro/franco svizzero -0,03% a CHF 1,2254, euro/dollaro +0,21% a JPY 132,43.[ARTICLEIMAGE]

Sul versante delle commodities, i futures petrolio in calo a quota $103,54 al barile sul mercato newyorchese (-0,54%). Oro -0,31% a $1.316,50 l’oncia, dopo le speculazioni ribassiste della vigilia.
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Analisi di MPS sugli eventi del giorno

Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi complessivamente in rialzo ad eccezione dell’Italia dove, complice il via libera alla fiducia al governo Letta, lo spread è ritornato in prossimità dei 255pb (facendo riferimento al nuovo Btp decennale benchmark). Il Btp future ha segnato un alto livello di volumi, pari a circa 76000 contratti. In rialzo invece l’equivalente tasso in Portogallo e Spagna. Nel caso spagnolo pesa anche l’attesa dell’emissione oggi di titoli a 5 e 10 anni per un importo compreso tra i 2,5 ed i 3,5Mld€. L’attesa riunione della BCE si è conclusa con tassi invariati. Draghi ha dichiarato che è stata discussa l’ipotesi di un taglio dei tassi. Sul tema mercati valutari e più in particolare sul recente forte apprezzamento dell’euro, Draghi si è limitato a dichiarare che il cambio rappresenta un fattore importante per la crescita e la stabilità dei prezzi e di conseguenza la BCE “presterà un’accurata attenzione ai relativi sviluppi”. Lo stesso Draghi inoltre ha confermato come la BCE rimanga pronta ad utilizzare tutte le manovre a sua disposizione, inclusa una nuova operazione LTRO. Su questo tema questa mattina Bloomberg News, citando alcune fonti anonime, riporta che il presidente Draghi avrebbe richiesto ad un comitato tecnico della BCE di studiare le opzioni possibili per nuove misure di finanziamento per le banche tra cui l’entità e la durata di una nuova operazione LTRO.

Infine, sul tema “asset quality review” delle banche, Draghi ha preannunciato un’apposita comunicazione nella seconda parte di ottobre. Sul fronte macro questa mattina sono risultati sopra le attese i Pmi servizi di settembre di Italia e Francia. In senso opposto l’analogo dato per la Germania. Negli Usa tassi di mercato in calo principalmente dopo la pubblicazione del dato sul mercato del lavoro redatto dall’ADP, risultato inferiore alle attese. La pubblicazione dei dati generali sul mercato del lavoro attesi per domani potrebbe invece slittare dal momento che l’organismo pubblico che raccoglie i dati (il Bureau of Labor Statistics) ha reso noto che fino a quando sarà in corso lo shutdown delle spese governative non raccoglierà tali dati. Analoga comunicazione è arrivata dal Bureau of Economic Analysis. A comportare il citato calo dei tassi anche l’attesa per l’evoluzione dei negoziati sulla legge di bilancio. Ieri vi è stato il primo incontro tra Obama ed i leader del Congresso che però non ha portato a risultati concreti. Lo shutdown ha costretto a ridurre il numero di giornate del previsto viaggio di Obama in Asia la prossima settimana, cancellando le tappe in Malesia e Filippine. Sul fronte Fed, Rosengren, quest’anno membro votante, ha dichiarato che le ragioni del “no tapering” fanno riferimento ai recenti dati su Pil ed occupazione al di sotto delle attese. Oggi sono attesi i discorsi di altri membri Fed.

Valute: euro in apprezzamento verso dollaro arrivando in area 1,36. A comportare tale andamento due fattori principali: 1) i toni del discorso di Draghi, nell’ambito del quale è emerso solo un cenno fugace al tema valutario; 2) il focus degli operatori sul tema shutdown Usa che appare di più complessa soluzione. La prima resistenza rimane fissata in area 1,36. La rottura significativa in chiusura di sessione di tale livello, pone come obiettivo successivo il massimo dell’anno in prossimità di 1,37. In un contesto di listini azionari nipponici intorno alla parità, lo yen stanotte si è deprezzato leggermente verso le principali valute mondiali, in particolare contro quelle emergenti. Verso euro e dollaro resta in prossimità dei valori dei giorni precedenti con il cambio euro/yen che trova il supporto oggi a 131,40 e la resistenza a 133,50. Tra le valute emergenti gli apprezzamenti maggiori sono arrivati dal real brasiliano e dal rand sudafricano che beneficiano delle attese di tapering della Fed più lento del previsto dopo lo shutdown del governo Usa. Il rand potrebbe anche essere stato favorito dal rimbalzo dell’oro. Il real non ha invece risentito della revisione al ribasso dell’outlook sui bond governativi brasiliani da parte dell’agenzia di rating Moody’s (da positivo a stabile). Segnaliamo l’apprezzamento stanotte del peso filippino verso quasi tutte le principali valute mondiali dopo che Moody’s ha rivisto al rialzo il rating del paese portato ora a Baa3, primo gradino dell’investment grade. Stabile lo yuan cinese nonostante il Pmi servizi di settembre ai massimi da 6 mesi.

Commodity: dopo 3 giornate consecutive di calo, torna a salire l’indice generale GSCI favorito soprattutto dal deprezzamento del dollaro Usa, in particolare verso euro. Al centro dell’attenzione sono stati i metalli preziosi con l’oro tornato al di sopra dei 1300$ grazie anche al contemporaneo ribasso dei listini azionari Usa che ha aumentato la domanda come bene rifugio. In evidenza anche il comparto energia guidato dal petrolio. In particolare è stata maggiore la forza relativa del Wti rispetto al Brent, grazie alla notizia del possibile termine dei lavori di ampliamento della parte meridionale dell’oleodotto Keystone entro fine mese che collega Cushing con il Canada, l’Alberta, il nord America ed il golfo del Messico. La notizia ha così fatto passare in secondo piano il forte aumento settimanale delle scorte Usa, risultate oltre il doppio delle attese.

Azionario: seduta piuttosto negativa quella di ieri per i listini azionari europei con quasi tutti i principali indici che hanno chiuso in calo ad eccezione di Ftsemib e Ibex. I due listini, ed in particolare quello italiano hanno beneficiato della rinnovata fiducia al governo Letta sostenuti soprattutto dal buon andamento dei titoli del comparto bancario. Tra i peggiori listini troviamo quello svizzero penalizzato dal forte calo dei titoli del comparto health care, settore che ha registrato il maggiore calo all’interno dell’indice Stoxx 600. In ribasso anche i titoli del comparto beni di consumo mentre si sono mossi in controtendenza le utility, risorse di base, finanziari e telefonici. In Italia l’indice Ftsemib è stato in balia delle notizie riguardanti il voto di fiducia al governo Letta. L’indice ha raggiunto i massimi da 2 anni dopo l’appoggio di Berlusconi al governo, per poi perdere forza nella seconda parte della seduta chiudendo con un rialzo inferiore all’1%. All’interno dell’indice spicca il balzo di oltre il 7% di Finmeccanica sulla possibilità che la società controllata Ansaldo Energia venga acquisita dalla Cassa depositi e prestiti. In controtendenza invece Autogrill ( -3,8%) e World Duty Free (-3,2%) a due giorni dallo spin-off. In apertura andamento positivo per i listini europei con l’Italia ancora tra le migliori. Negli Usa seduta di nuovo in calo per i principali indici azionari con gli operatori che temono che, dopo il mancato accordo sul budget per il nuovo anno che ha portato allo shutdown, possa saltare anche un accordo sull’innalzamento del tetto sul debito. I mercati, nonostante la chiusura negativa, sono comunque riusciti a recuperare dai minimi di seduta grazie soprattutto al rialzo dei titoli del comparto materie prime e tecnologico. Sul fronte emergente, seconda seduta consecutiva in rialzo per l’indice MSCI EM favorito soprattutto dall’andamento positivo dei listini asiatici, mentre sono risultati in calo i listini latinoamericani e soprattutto quelli europei guidati dalla borsa turca (-1,7%). Durante la notte andamento positivo per i listini asiatici guidati da quello indiano e di Taiwan, mentre chiude intorno alla parità invece l’indice NIkkei. Ancora chiusi i listini cinesi mentre riapre Hong Kong con un rialzo di circa l’1%.

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