Borsa Milano chiude sui minimi di seduta, spread sopra quota 320

di Redazione Wall Street Italia
27 Marzo 2012 17:38

Milano – Alla borsa di Milano si smorza l’entusiasmo post Ben Bernanke e l’indice Ftse Mib chiude sui minimi di seduta a -0,72% sotto 16.500. Euro al top da un mese, spread sopra i 320 punti base.

Mercato condizionato dalle dichiarazioni che sono arrivate da Angel Gurria, numero uno dell’Ocse, e anche dai risultati poco convincenti delle aste italiana e spagnola.

In particolare, Gurria ha ricordato la gravità del problema dei debiti sovrani, parlando del rischio di un contagio globale e affermando che l’Europa ha bisogno di un “firewall”, di una potenza di fuoco, di 1.000 miliardi di euro.

Ieri la corsa di Wall Street e’ stata alimentata dalle parole del presidente della Federal Reserve, mentre in Europa e’ stato il cancelliere tedesco, Angela Merkel, a far tirare un sospiro di sollievo alle borse, dichiarando che i 200 miliardi di euro disposti per Grecia, Irlanda e Portogallo potranno andare in parallelo con quelli dell’Esm (pari a 500 miliardi), portando il totale a 700 miliardi.

I collocamenti di bond italiani e spagnoli hanno di fatto avallato in qualche modo i timori di Gurria, con la domanda di titoli di stato che stavolta non è stata affatto confortante. Immediata la reazione del mercato dei titoli di stato, con lo spread Btp-Bund che ha incrementato i rialzi; al momento sale del 2,08%, a quota 313,51, ma subito dopo l’asta e’ salito anche oltre quota 315. Al momento si trova in area 321.

Da segnalare che, dagli inizi dell’anno, il differenziale è sceso -40,05, rimanendo però sempre in notevole crescita, +114,10%, su base annua. Il rendimento del Btp decennale risale anch’esso, con +0,82% al 5,07%.

Sullo sfondo, si spera che Ben Bernanke aiuterà i mercati con nuove operazioni di quantitative easing. Proprio nel momento in cui la comunità internazionale degli investitori si era quasi rassegnata al mancato arrivo di una nuova iniezione di liquidità sui mercati, soprattutto dalla Fed, il timoniere della Banca centrale americana, parlando della necessità di una maggiore crescita negli Stati Uniti, ha lasciato infatti aperta la porta alla possibilità di un QE3.

Bernanke non ha fatto nulla per nascondere i propri timori sull’occupazione degli Stati Uniti, affermando che “non è chiaro se il trend positivo (dei numeri) durerà”. Di conseguenza, i mercati assetati di liquidità già nel pomeriggio di ieri sono tornati a scommettere su una nuova manovra di politica monetaria espansiva: che secondo Pimco, il fondo obbligazionario più grande al mondo, potrebbe essere impostato già nel meeting di aprile. Tale prospettiva dà un sostegno all’azionario.

Tornando al Ftse Mib e alle sue singole componenti, occhio al rally di Finmeccanica. In attesa dei conti 2011, il titolo e’ in asta di volatilita’ con un rialzo teorico dell’11,8%.

In rialzo la controllata Ansaldo Sts (+2,28%). Bene anche Unicredit (+2,52%), dopo la diffusione del bilancio dello scorso esercizio che ha visto un ritorno all’utile nel quarto trimestre. In netto calo invece, Telecom Italia (-1,57%) e Stm (-3,37%).

Tra i giudizi della giornata, attenzione alla decisione di Banca Akros di alzare il rating di Telecom Italia, che rimane comunque debole, da “hold” ad “accumulate”. Rivisto al rialzo anche il target sul prezzo a 1,05 euro da 0,95 euro. Il giudizio è stato giustificato con i ricavi e l’Ebitda del 2011, che hanno superato le attese e anche con le attese di una riduzione del debito.

Occhio poi a Impregilo, con Intermonte che ha alzato il target a 3,15 euro da 2,9 euro. Ma il titolo è sotto pressione. Male soprattutto Stm, dopo che Société Générale ha tagliato il rating da “buy” a “hold”.

In ambito valutario, l’euro sul dollaro a $1,3329(-0,18%). La moneta unica è in rialzo verso lo yen, con +0,12% a JPY 110,80, mentre il rapporto dollaro/yen è in rialzo dello 0,36%, a JPY 83,15.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo dello 0,10% a quota $107,32 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.689,90 l’oncia (+0,10%).