Borsa Milano chiude positiva malgrado scossa petrolio e dato Usa

17 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano si riprende dopo un trascorso breve in territorio negativo, con il Ftse Mib che chiude in progresso dello 0,69% a 23.407,99 punti.

La scossa negativa era arrivata dalla delusione per l’indice manifatturiero Empire State, che monitora le condizioni di salute dell’attività manifatturiera dell’area di New York.

Da segnalare che i volumi scambiati sullo Stoxx 600, indice di riferimento dell’azionario europeo, sono in calo -35% rispetto alla media degli ultimi 30 giorni. La scorsa settimana il listino europeo ha ceduto -2,7%.

Le vendite colpiscono soprattutto i titoli automobilistici e delle società attive nel settore delle commodities. In Italia Eni e Saipem hanno chiuso in controtendenza. Le due azioni sono state appesantite dal calo dei prezzi del greggio ai minimi di sei mesi. In vetta al listino si è portata Ubi Banca (+2,37%). Maglia nera a CNH Industrial (-1%).

Grecia sempre in primo piano, dopo che il Parlamento di Atene e i ministri delle finanze dell’euro hanno approvato la bozza del terzo piano di bailout, lo scorso venerdì. Ora spetta ai parlamenti nazionali, questa settimana, decidere se dare l’ok o meno al salvataggio del paese. Grande attesa per il voto tedesco, con il Bundestag che si riunirà mercoledì. Tensioni in seno al partito della cancelliera tedesca Angela Merkel, convinta che l’Fmi aderirà al piano. Ma per l’ennesima volta il numero uno del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, invoca il taglio del debito greco.

L’ok al bailout non dovrebbe essere in pericolo, dal momento che si prevede che il piano verrà votato dal Socialdemocratici e dai Verdi. Ma è in gioco il futuro politico della cancelliera Merkel, in quanto profonde spaccature si stanno manifestando in seno al suo partito.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni -0,75% a 112,53, con i tassi sui BTP decennali -2,21% all’1,76% e i rendimenti dei Bund -4,49% allo 0,64%.

Sul Ftse Mib ritracciano le banche: Mps -0,62%, Bper +0,19%, BPM -0,36%, BP -0,13%, Intesa Sanpaolo +0,18%, Unicredit +0,16%, Ubi Banca +0,77%. Tra i titoli di altri settori, Atlantia +1,34%, Chn Industrial -1,88%, FCA -1,22%, Mediaset -0,90%, Ferragamo +0,76%, Terna +0,65%, Moncler -1,16%, Tenaris -1,10%, Telecom Italia -1,27%.

Ad Atene rally dei bancari. Sullo sfondo, si teme all’erosione dei fondamentali in Cina e ora anche del Giappone, dopo la pubblicazione del Pil giapponese, che alimenta le preoccupazioni sul rischio di una quinta recessione del paese in sei anni.

Sul valutario, l’euro +0,06% a 1,1116 dollari. Dollaro/yen -0,02% a 124,28. Euro/yen +0,04% a JPY 138,16. Euro/sterlina +0,09% a GBP 0,7110. Euro/franco svizzero -0,05% a CHF 1,0838.

Protagonista il ringgit, ai minimi in 17 anni, che prosegue la sua discesa, riportando alla mente la crisi delle Tigri asiatiche di fine anni Novanta.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio Usa -1,01% a $42,07 al barile; Brent +0,26% a $49,32. Oro +0,33% a $1.116,40. Argento +0,14% a $15,24 l’oncia.

Sui mercati asiatici, Tokyo +0,49%, Hong Kong -0,74%, Shanghai +0,73%, Sidney +0,21% e Seoul -0,75%.