Borsa Milano chiude in rialzo, risale sui livelli del 2009

13 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Piazza Affari accelera al rialzo e rimette indietro le lancette al 2009. Il listino Ftse Mib ha guadagnato lo +0,55% a 24.008,91 punti in chiusura in una seduta mista per il resto d’Europa e penalizzata dalla decisione della Banca Mondiale di rivedere al ribasso le stime di crescita per il 2015-2016 per la Cina e altri paesi asiatici. Altalanea dei prezzi del petrolio ed euro sempre schiacciato sui minimi di 12 anni sul dollaro.

Da segnalare, stando a quanto riporta Bloomberg, che gli indici azionari benchmark dell’Italia, così come quelli del Portogallo, della Germania, della Danimarca, hanno riportato tra i rialzi maggiori – tra i mercati dei paesi avanzati – dall’inizio dell’anno, avanzando oltre +25%. L’indice benchmark di Wall Street, lo S&P 500, è stato invece tra i peggiori.

Lo Stoxx Europe 600 oscilla attorno al nuovo record, dopo aver superato i massimi testati nel 2000. La scorsa settimana, i rally che hanno interessato diversi mercati hanno portato il valore dell’azionario globale ad attestarsi al di sopra della soglia dei $70 trilioni ($70.000 miliardi), per la prima volta in assoluto. L’euro ai minimi ha sostenuto tra i comparti soprattutto quello dell’auto, che ha riportato il rally maggiore in Eurozona nel 2015, testando il record a marzo; i titoli emergetici oscillano inoltre ai massimi da ottobre.

Sul valutario, l’euro, che viaggia sempre ai minimi di 12 anni sul dollaro, fa -0,35% a quota $1,0581; dollaro/yen +0,09% a JPY 120,33. Euro/franco svizzero -0,43% a CHF 1,0346. Euro/yen -0,12% a JPY 127,34.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio guadagnano +0,43% a $51,86 per barile in una giornata sull’ottovolante. Brent +0,28% a $58,03 al barile. Oro -0,79% a $1.198,09 l’oncia. Argento -0,81% a $16,33.

Azionario asiatico in preda alle oscillazioni e senza una direzione ben precisa, dopo che l’indice benchmark MSCI Asia Pacific Index è salito la scorsa settimana +3%, segnando il rialzo su base settimanale più forte dallo scorso ottobre, e balzando al record dal 2008.

“È naturale per i mercati essere un po’ volatili quando si testano vecchi record – ha commentato in un’intervista a Bloomberg Andrew Clarke, direttore di trading presso la società di brokeraggio Mirabaud Asia, a Hong Kong – (Il mercato) ha comunque il potenziale di andare molto più in alto. In questo momento, in Asia sono presenti tra i mercati più appetibili – Giappone, Cina e Hong Hong per iniziare -.

Eppure i dati economici non sono molto confortanti; gli ordini ai macchinari sono scesi a febbraio -0,4% in Giappone rispetto a gennaio, anche se molto meno del calo -2,2% stimato dagli economisti.

Ennesimo balzo dello Shanghai Composite, +1,5%, al record in sette anni, nonostante il tonfo delle esportazioni, -14,6% a marzo e anche delle importazioni, -12,3%. Tokyo piatta fatica a riagganciare quota 20.000. Hong Kong +1,19%, Seul piatta, Seul +0,53%.

(Lna-DaC)