Borsa Milano chiude aprile sui minimi: -1,3%

30 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Dopo aver oscillato nervosamente tra il segno positivo e quello negativo, a Piazza Affari gli investitori propendono per gli smobilizzi sul finale e l’indice Ftse Mib cede l’1,26% sotto quota 14.600 punti.

Occhi puntati sul dato sul Pil spagnolo, che ha segnato nel corso del primo trimestre una contrazione dello 0,3%, confermando la recessione tecnica in cui versa l’economia iberica (detto questo, la contrazione è stata inferiore a quanto temuto). Guardando al trend delle altre borse in Europa, Londra -0,56%, Francoforte -0,38%, Parigi -1,5% e l’indice rappresentativo Eurostoxx 50 cede l’1,42%.

Spagna sempre in primo piano, dopo la decisione di S&P di tagliare per l’ennesima volta il rating sul debito del paese, portato a BBB+, a due passi dal junk. S&P è intervenuta di nuovo nelle ultime ore riducendo il giudizio di alcune banche spagnole. Scambi ridotti in Europa, alla vigilia della festività del primo maggio, che vedrà molte piazze finanziarie chiuse. Sul sentiment degli operatori incide anche la debolezza di Wall Street.

Lo spread Italia-Germania a 10 anni torna a perdere terreno, cedendo l’1,22%, a 388,11 punti base, a fronte di rendimenti decennali in flessione dell’1,58% al 5,55%. Da segnalare però sullo sfondo il considerevole rialzo dei tassi sul mercato primario messo in evidenza dall’ultima asta dei titoli di stato della scorsa settimana. Tassi sui bond spagnoli a 10 anni in ribasso dell’1,51% al 5,79%.

Sul fronte italiano, la Bce ha esortato il paese ad andare avanti nella strada delle riforme, puntando sull’accorpamento delle province. Oggi è il giorno della spending review, con cui il governo cercherà di tagliare le spese considerate in eccesso, per raccogliere anche risorse che potrebbero impedire l’imposizione dell’aumento dell’Iva. Ma i primi no arrivano già dai partiti.

Notizie negative dal fronte macroeconomico italiano, che mettono in piena luce le difficoltà contro cui si imbattono ogni giorno i cittadini. Ad aprile, in particolare, i prezzi della benzina sono volati del 20,8%, al record dal 1996. In generale, stando a quanto ha comunicato l’Istat, il tasso di inflazione si è mantenuto stabile al 3,3%, ma il carrello della spesa ha testato il valore massimo dal settembre del 2008. Nell’intera Eurozona, invece, ad aprile l’indice dei prezzi al consumo ha segnato una lieve flessione, scendendo al 2,6% contro il 2,7% di marzo.

Tornando alle condizioni in cui versano i mercati azionari europei, da segnalare che importanti market mover della giornata di oggi sono due notizie: da un lato il piano Marshall per l’Europa a cui l’Unione europea starebbe pensando: un patto, di fatto, per la crescita, attraverso cui si metterebbero in circolazione 200 miliardi di euro, da utilizzare per investimenti di natura sia pubblica che privata. Dunque, un progetto di politica fiscale espansiva, che risponderebbe in parte agli appelli degli economisti di tutto il mondo, che invitano l’Europa da tempo ad andare al di là del rigore, e tornare a pensare anche a misure per la crescita. La stessa Germania starebbe accettando di cambiare “forma mentis”, seppur in modo graduale, attraverso un patto segreto con ilpremier Monti.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, contrastata la performance dei titoli bancari, che tornano a perdere terreno o a indebolirsi: Banco Popolare +0,35%, MPS +2,27%, BPM +1,75%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna -1,19%, Intesa SanPaolo -1,63%, Unicredit -1,69% e Ubi Banca +1,54%. Spicca comunque prevalentemente il segno meno. Tra i titoli di altri settori, in volata Ferragamo, che sale di più dell’8%. Aumentano i segni meno, tra cui si mettono in evidenza Prysmian -3,45%, Stm -3,56%, Fiat Industrial -2,11%, Fiat -2,71%, Enel Green Power -2,39%, Ansaldo -2%. Generali sotto pressione con -2%, dopo le stime sugli utili rese note dal Leone di Trieste.

In generale, sul fronte delle piazze europee, da segnalare che l’indice rappresentativo della loro performance, lo Stoxx 600, conclude il mese di aprile con una flessione del 2,1%. “Ci sono due forze che stanno tirando l’azionario – commenta Kevin Lilley, gestore dei fondi presso Old Mutual Asset Managers UK, intervistato da Bloomberg – Da una parte, ci sono i risultati aziendali, che in generale si stanno mostrando migliori delle attese in entrambe le sponde dell’Atlantico. Dall’altro lato, i dati economici sono contrastati”.

Sicuramente, tutto il mondo guarda alle onde recessive che stanno lambendo il Vecchio Continente: i dati confermato come sia la Spagna che il Regno Unito siano in una fase di recessione tecnica, in un momento in cui la contrazione ha colpito anche altri paesi in Europa. Si teme che anche la Germania possa subire una recessione tecnica, e che dunque la crescita negativa del Pil tedesco nel quarto trimestre abbia fatto il bis anche nel primo trimestre dell’anno.

In ambito valutario, l’euro piatto sul dollaro a $1,3232 (-0,05%). La moneta unica e’ invariata rispetto al franco svizzero a CHF 1,2011, mentre contro lo yen scende dello 0,51%, a JPY 105,73. Il rapporto dollaro yen e’ in calo dello 0,47% a 79,89.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio arretrano dello 0,49%, a quota $104,42 al barile, mentre le quotazioni dell’oro si attestano a $1.657,90 l’oncia (-0,41%).