Borsa Milano cede quasi -1%: rendimenti schizofrenici, sfiorano 6%

16 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Seduta all’insegna delle vendite per le borse europee, con le tensioni sui titoli di stato che sono tornate ad acuirsi. A dettare il tono e’ stto il nuovo rinvio sul piano di salvataggio della Grecia. Le piazze finanziarie e i bond governativi scontano inoltre la prospettiva di altri declassamenti degli istituti finanziari del vecchio continente.

L’indice Ftse Mib ha lasciato sul campo -0,87% poco sopra quota 16.300 punti, mentre si e’ allentata con il passare degli scambi la pressione sui titoli bancari, che sono passati in positivo. Nel settore si distingue ancora Monte Paschi di Siena, sempre favorita dalle ultime notizie relative alle mosse della Fondazione. Bene anche le banche francesi, tutte in rialzo.

Riguardo agli altri comparti, il focus e’ rimasto concentrato su Fiat, che continua a perdere quote di mercato in Europa. Il titolo del Lingotto ha perso il 3% circa.

Sulle altre piazze finanziarie della regione, Londra ha fatto -0,15%, Francoforte -0,24%, Parigi -0,04%, l’indice di riferimento del continente Eurostoxx 50 -0,37%.

Di certo non ha aiutato il contenuto del bollettino della Bce che ha affossato le stime sul Pil dell’Eurozona, relative al 2012, da +0,8% a -0,1%, per il 2013 da +1,6% a +1,1%. Rivisto al rialzo inoltre il dato sul tasso di inflazione 2012 che sale a +1,9% da +1,8%, scende invece a +1,7% da +1,8% la previsione per il 2013.

L’Unione europea continua ad avanzare infatti richieste al paese ellenico, mentre Atene sbotta e lancia anche un avvertimento, che sa di minaccia. Sempre più tesi i rapporti Germania-Grecia: a dire la sua è stato anche il presidente ellenico Karolos Papoulias, che si è scagliato contro i tedeschi, gli olandesi e i finnici.

In questo contesto, gli esperti parlano ormai sempre di più della probabilità di un default greco. Tra questi, John Paulson, il guru degli hedge fund, che prevede un default entro la fine di marzo e non esclude una rottura dell’euro.

Ad ogni modo lo spread Italia e Germania ha ridotto nel pomeriggio in modo sensibile i guadagni della mattinata, quando era arrivato a superare anche la soglia dei 410 punti. In chiusura il differenziale registra un calo dello 0,9% tornando sui 383 punti base, dunque a debita distanza dalla soglia psicologica dei 400 punti.

Rendimenti decennali stabili al 5,76%. I tassi si sono allontanati di molto dai massimi della seduta, quando avevano sfiorato il 6%. Sul caso Italia, da segnalare i nuovi numeri arrivati con il bollettino della Bce, che hanno messo in rilievo per il paese anche il balzo dei debiti delle imprese.

Sempre riguardo al mercato dei titoli di stato, resi noti gli esiti delle aste di Francia e Spagna. Il Tesoro francese ha piazzato titoli di stato a 2, 3 e 5 anni reperendo 8,45 miliardi di euro, nella parte alta del range previsto, mentre la Spagna ha visto i propri rendimenti dimezzati.

L’interesse degli investitori rimane comunque soprattutto orientato ai bund tedeschi, che continuano a confermare la loro natura di asset rifugio: i bund decennali balzano così al nuovo record di sempre, a quota 139,55. Tale fattore incide sulla flessione dell’euro, che invece, essendo reputato alla stregua di termometro di propensione al rischio, continua a pagare tutte le incertezze del momento, a scapito di asset considerati più sicuri.

Stando poi ai dati riportati da Bloomberg, i Credit default swap sui debiti sovrani europei, ovvero il costo per assicurarsi contro l’eventualita’ di un default del debito, sono balzati nelle ore precedenti fino a 355,5 punti, al massimo dallo scorso 18 gennaio. L’indice di riferimento Markit iTraxx SovX Western Europe Index – che misura i Cds che si riferiscono a 15 governi – sale così per il settimo giorno consecutivo, segnando il periodo di rialzi più sostenuto dal novembre del 2010.

Fattore Grecia scontato anche dall’euro perde lo 0,22%, a $1,3037, dopo essere sceso fino a $1,2983. La moneta unica recupera lo 0,34% verso lo yen a JPY 102,80, mentre il rapporto dollaro/yen fa +0,54%, a 78,84.

Nella giornata di oggi, non sono mancati market mover diversi dalla tragedia greca: tra questi, l’avvertimento lanciato da Moody’s su 17 banche e altre 114 istituzioni europee a livello globale.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio arretrano -0,20%, a quota $101,60 al barile, mentre le quotazioni dell’oro scambiano a $1.719,50 l’oncia (-0,50%).