Borsa Milano, ancora vendite, -1,27%. Inizia l’attacco?

27 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude un’altra seduta in forte ribasso, pagando l’instabilità politica e la comunicazione dei risultati dell’asta, che hanno avuto per oggetto BTP a cinque e dieci anni. Collocato l’intero ammontare offerto, pari a 6 miliardi. Ma i tassi decennali sono saliti al massimo da giugno, riflettendo le tensioni politiche. Ftse Mib hanno perso l’1,27% a 17.646,16 punti: sfondata al ribasso anche la soglia psicologica dei 17.700 punti.

“Economicamente e politicamente l’Italia è in una condizione peggiore rispetto a quando è stata trascinata nel bel mezzo della crisi europea a luglio 2011″: ne è convinto l’analista Nicholas Spiro del broker Spiro Sovereign Strategy. L’incertezza circa la durata del Governo fa sentire il suo peso sia sul mercato primario sia sul secondario. Le ultime aste di titoli del debito sono la chiara dimostrazione che gli investitori sono innervositi dall’instabilità politica. Per collocare Btp a tre mesi, il Tesoro ha dovuto sborsare il prezzo più alto, misurato in tassi di interesse, degli ultimi 10 anni.

Si rafforza l’euo sul dollaro che si attesta a $1,3541. Spread Btp-Bund +5,27% a 273,32 punti base, con rendimento +1,89% al 4,41%. Giù le banche. Tra gli altri settori male anche Fia e Fonsai. Le vendite si concentrano su Tenaris, che ha ceduto anche più del 4%. Sotto pressione Telecom. Intesa-San Paolo osservata speciale sui rumor di una fusione con MPS. Fiat Industrial risente del taglio del rating da Morgan Stanley da “overweight” a “equalweight”.

Alta tensione in Italia, dopo che il Pdl ha minacciato, questa volta facendo seguire i fatti alle parole, di far saltare la maggioranza. Oltre ai parlamentari, che avevano iniziato a firmare le lettere di dimissioni già ieri, hanno anche firmato anche i ministri del Pdl.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta, che ha parlato di una Italia che è stata umiliata, salirà oggi al Colle per valutare con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il da farsi. Ipotesi fiducia, mentre Silvio Berlusconi punta al voto a novembre.

Tale caos non può non avere ripercussioni sulla credibilità dell’Italia: S&P sull’attenti, agenzia di rating pronta ad agire, la valutazione sul debito italiano potrebbe essere tagliata a “junk”, livello spazzatura. Snobbate le buone indicazioni del fronte macroeconomico, con la fiducia in Eurozona di imprese e consumatori, ha segnato un rialzo di 1,6 punti a quota 96,9, superando leggemente le attese medie degli analisti. Molto bene anche la fiducia delle imprese in Italia, al massimo in un anno, con l’indice a quota 83,3, il valore più alto da luglio 2012. L’Istat sottolinea però che il livello rimane basso.

Anche altri listini europei risentono della crisi in Italia: Londra -0,60%, Francoforte -0,39%, Parigi -0,31%, Madrid -0,62%.

Sotto i riflettori sempre i colloqui tra democratici e repubblicani del Congresso degli Stati Uniti per innalzare il tetto sul debito, al fine di scongiurare il default degli Stati Uniti. Washington ha tempo fino al 18 ottobre. Il segretario al tesoro Jacob Lew ha rimarcato come nelle casse del governo Usa rimarranno appena 30 miliardi di dollari non più tardi del 17 ottobre.

Indici azionari asiatici: Nikkei -0,26%, Hong Kong +0,72%, S&P/ASX 200 +0,24%, Shanghai +0,23%, Kospi +0,22%. Il benchmark di riferimento, l’MSCI Asia Pacific Index, ha guadagnato dall’inizio di settembre +8%, testando il massimo degli ultimi quattro mesi lo scorso 23 settembre. Si tratta della performance migliore dal settembre del 2010. Nel corso del terzo trimestre, è avanzato +7,7%.

In particolare, l’indice allargato Topix della Borsa di Tokyo è salito a settembre +10%, estendendo il balzo del 2013 a +42%: si tratta della migliore performance tra i 24 paesi avanzati monitorati da Bloomberg.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,41% a $1,3541; dollaro/yen -0,37% a 98,62; euro/franco svizzero -0,14% a CHF 1,2261. Euro/yen -0,22% a JPY 133,18.

Sul versante delle commodities, i futures petrolio -0,50% a 102,51 dollari al barile; quotazioni oro -0,01% a $1.323,50.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro tasso decennale tedesco sostanzialmente fermo in linea con quello del T-note decennale, a fronte invece di rialzo dei tassi dei paesi periferici con spread arrivato in prossimità dei 250 pb sia per l’Italia sia per la Spagna.

In Italia pesano le turbolenze sul fronte politico. Sul fronte BCE il membro Coeure ha dichiarato che una nuova operazione LTRO non è una necessità urgente aggiungendo che la BCE ha un ampio range di opzioni possibili. L’altro membro Constancio ha affermato che le misure non convenzionali saranno utilizzate se necessario.

Oggi atteso un discorso di Draghi a Milano per commemorare la scomparsa di Luigi Spaventa. Dal fronte EBA, il presidente Enria ha dichiarato che i criteri per la definizione dei Non Performing Loans saranno resi noti entro due settimane. Nel frattempo si avvicinano le elezioni amministrative in Portogallo attese per la prossima domenica. L’appuntamento elettorale cadrà due settimane prima che il governo presenterà la legge di bilancio 2014, che includerà nuovi tagli alla spesa per oltre 3Mld€. Sul fronte emissioni, oggi attese le aste su Btp a 5 e 10 anni per un importo complessivo fino a 6Mld€.

Negli Usa tassi sostanzialmente stabili, con attenzione puntata sull’evoluzione dei negoziati per l’innalzamento del tetto del debito. I repubblicani si dichiarano disponibili al loro via libera a condizione però di ritardare di un anno anche l’entrata in vigore della riforma sanitaria di Obama (Obamacare) che dall’1 ottobre prevede l’obbligo di stipula di polizze sanitarie, benché mitigato da parziale sussidi pubblici. Obama si è dichiarato non disponibile a trattative che coinvolgano questo tema.

I democratici del senato nel frattempo stanno mettendo a punto una proposta che consenta al governo di avere fondi fino a metà novembre, prolungando pertanto di un mese i tempi per le trattative sul tetto sul debito. Nel corso del fine settimana è probabile un intenso negoziato in vista della fine dell’anno fiscale il prossimo lunedì. Sul fronte macro dati contrastanti: migliori delle attese le richieste di nuovi sussidi per la disoccupazione mentre invece sono state deludenti le chiusure di contratti preliminari per l’acquisto di case ad agosto.

Valute: euro ancora stazionario in prossimità di quota 1,35 vs dollaro, in attesa dell’esito delle trattative sul tetto del debito Usa. Ribadiamo anche per oggi il supporto a quota 1,3450. Yen stabile nella seduta di ieri con il cambio verso euro che si è portato i prossimità della resistenza in area 134 per poi ritracciare nel corso della seduta statunitense.

Durante la notte si è assistito ad un lieve apprezzamento della valuta nipponica con il cambio euro/yen che scambia in mattinata in prossimità del primo supporto in area 133. Il dato sull’inflazione di agosto ha evidenziato un’ulteriore accelerazione con l’indice generale che ha raggiunto i livelli massimi da novembre 2008 allo 0,8%. Stesso livello anche per la componente core al netto dei prodotti freschi.

Nel frattempo gli operatori sono in attesa di conoscere le future mosse del governo dopo le indiscrezioni di ieri su un possibile piano da 50 Mld$. Il ministro delle finanze Aso ha dichiarato, a tal proposito, di non ritenere possibile nell’immediato una riduzione della tassazione sulle imprese in quanto sarebbe necessario una copertura finanziaria per tale manovra. Su questo fronte si esprimerà il premier Abe il prossimo 1 ottobre.

Azionario: ancora una seduta interlocutoria per i listini azionari europei in un contesto di volumi piuttosto elevati rispetto all’ultimo mese. Tra gli operatori prevale la cautela alla luce anche delle nuovi tensioni politiche in Italia che hanno spinto l’indice Ftsemib a risultare il peggiore in Europa con una perdita intorno all’1%.

Intorno alla parità tutti gli altri listini, mentre prosegue la sovraperformance dell’indice Ibex, risultato ancora una volta il migliore. A livello settoriale prosegue la fase positiva del settore telecomunicazioni che anche ieri si è confermato in vetta allo Stoxx 600.

Buon andamento per il comparto retail mentre le vendite si sono concentrate su finanziari, auto e tecnologici. In Italia la discesa del nostro indice è legata principalmente ai timori sulla tenuta del governo dopo le dimissioni presentate dai deputati del PDL.

Il settore bancario è stato particolarmente penalizzato con Intesa (-3,8%) risultata la peggiore a causa anche delle voci su possibili dimissioni dell’AD Cucchiani. In controtendenza invece Telecom Italia (+4,1%) e Autogrill (+1,4%) in attesa dello spin-off che porterà alla quotazione in borsa di World Duty Free il prossimo 1 ottobre.

In mattinata andamento incerto per i listini azionari europei. Negli Usa seduta di lieve rimbalzo per i listini azionari che riescono così ad interrompere la serie di cinque sedute consecutive in calo. Gli operatori continuano a valutare il flusso di notizie in arrivo da Washington e di dati macro in attesa di avere un quadro più chiaro. Nel frattempo, visti i livelli tecnici dei principali indici, sono prevalsi gli acquisti che hanno premiato tutti i settori all’interno dell’indice S&P 500 ad eccezione delle utilities.

Sul fronte emergente, terza seduta consecutiva in calo per l’indice MSCI EM che si appresta a chiudere la prima settimana in negativo del mese di settembre.

Le vendite hanno interessato principalmente i listini cinese, brasiliano e turco mentre ha registrato nuovi massimi storici la borsa sudafricana. Durante la notte seduta moderatamente positiva per i listini asiatici sulla scia del rialzo di Wall Street. In lieve calo l’indice Nikkei (-0,3%).

INFORMAZIONE DI STAMPA SUI TITOLI

ALITALIA – La società archivia il primo semestre con una perdita netta di 294Mln€, in aumento rispetto a quella dello stesso periodo dello scorso anno (-200Mln€ circa). Alla fine dei primi sei mesi, la disponibilità liquida totale gestionale è di 128Mln€. L’assemblea del gruppo, prevista per il prossimo 14 ottobre, sarà chiamata ad approvare l’aumento di capitale di almeno 100Mln€ ed a completare la sottoscrizione del prestito obbligazionario convertibile per 55Mln€ deciso dal Cda di ieri.

ASTALDI – Secondo quanto riportato dalla stampa, la società avrebbe intenzione di emettere nel breve termine un bond per un valore complessivo di 500Mln€ che servirebbe per allungare la scadenza media del debito e sostituire una linea di credito in scadenza a fine 2014.

EBAY – La società ha raggiunto un accordo per acquisire Braintree, una delle principali piattaforme di pagamenti online. L’operazione, che dovrebbe concludersi entro la fine del quarto trimestre, prevede un esborso complessivo per il gruppo di 800Mln$ circa.

ENEL – Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore, la società sarebbe pronta a cedere a F2i il 14,8% di Enel rete Gas. Le trattative dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno ed il valore complessivo dell’operazione dovrebbe oscillare intorno ai 200Mln€.

FIAT INDUSTRIAL – La società di rating Morgan Stanley ha abbassato il giudizio sulla società ad “equal weight” dal precedente “overweight”.

FONSAI – Le autorità hanno disposto il dissequestro dei beni della famiglia Ligresti che erano stati messi sotto sequestro lo scorso agosto. Il valore complessivo di tali beni ammonta a 250Mln€ circa.

HERA – La società ha lanciato il collocamento di un prestito obbligazionario da 500Mln€ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali. Il prestito, con scadenza 2021, avrà un rendimento del 3,337% annuo e cedola del 3,25%.

PRELIOS – Secondo quanto riportato dalla stampa, la società sarebbe in procinto di chiudere un accordo per la cessione della rete di agenzia retail Casa Agency alla compagnia Remax. Attualmente il network, che registra perdite operative di 3Mln€ circa all’anno, non sarebbe più considerato strategico dal gruppo.

NIKE – La società chiude il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2014 con un utile netto di 780Mln$, in crescita del 38% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Stesso andamento per i ricavi, in crescita dell’8% a quasi 7Mld$.