Borsa Milano al top di 4 anni. Euro in apnea, Telecom +7,7%

11 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – La Borsa di Milano accelera al rialzo nel pomeriggio, chiudendo ai massimi degli ultimi quattro anni. Snobbata la performance decisamente negativa di Wall Street e i ribassi che hanno colpito alcuni listini asiatici, in scia alle preoccupazioni di un rialzo dei tassi sui fed funds più imminente delle attese. Nonostante le tensioni sempre alte sul fronte greco, l’indice Ftse Mib ha fatto un balzo del +2,18%, oltrepassando quota 22.833,04 punti.

I trader sottolineano a Reuters come i motivi di ottimismo, in primis il Quantitative Easing della Bce, continuino a prevalere sulle altre notizie negative. Proseguono gli acquisti sui titoli di Stato dell’area euro e in particolare italiani, favoriti proprio dal programma di acquisto di bond della banca centrale.

Il tasso sui Bund decennali scende sotto lo 0,2%, mentre i tassi sui BTP italiani a 10 anni testano un nuovo minimo storico, calando fino a quota 1,17%, con lo spread sul Bund in flessione del 4,22% a 93,69 punti base. I tassi trentennali italiani sono scesi sotto il 2%.

Sotto i riflettori anche oggi gli smobilizzi sull’euro, che continua imperterrito la sua discesa. La divisa sconta il rally del dollaro e anche le parole proferite stamattina dal presidente della Bce, Mario Draghi.

L’euro continua a scivolare oggi e buca anche la soglia di $1,06. Ha perso 300 punti base da inizio settiman e il 12% da gennaio. Al momento fa -1,16% a $1,0575, il valore più basso dall’aprile del 2003. La moneta unica è ormai distante solamente il 5,6% circa dalla parità contro il biglietto verde.

Il tasso di cambio dollaro/yen quota JPY 121,46 (+0,27). Il cambio tra euro e franco svizzero si attesta a CHF 1,0658 (-0,33%). Euro/yen -0,91% a JPY 128,41. La sterlina si indebolisce sul biglietto verde (-0,82% a 1,4946 dollari), ma avanza delo 0,32% sulla moneta unica a 1,4132 euro. Da segnalare che l’euro ha segnato un calo trimestrale da record, peggio del -10,6% segnato durante il credit crunch nel terzo trimestre del 2008.

Sull’indice Ftse Mib, occhio al balzo di Telecom. Il titolo guadagna +7,7% sulla scia delle indiscrezioni di stampa sulla fusione tra 3 Italia e Wind. Forti rialzi per i bancari, rialzi del 4-5% per Pirelli, Finmeccanica, Prysmian e Luxottica.

Ad Atene, la Borsa cede l’1%. Il governo Tsipras deve ancora riuscire a presentare un pacchetto di riforme che soddisfi i creditori internazionali. Una tranche definitiva dei finanziamenti del bailout esistente sarà fornita sol se un accordo viene raggiunto. Le proposte fatte dal ministro delle Finanze Yanis Varoufakis sono state finora respinte al mittente dall’Eurogruppo, che le ha giudicate troppo vaghe e inadeguate.
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Tra le materie prime, i futures sul WTI scambiato a New York fanno segnare un calo del -1,43% a $47,60 al barile. Il contratto con scadenza analoga sul Brent londinese risale invece +1,08% a $57. Oro cala -1,09% a $1.149,15 l’oncia. Ancora peggio fa l’argento, in contrazione -1,99% a $15,36.

Il brent ha toccato i minimi di un mese sotto 56 dollari, per poi recuperare qualche decimo di punto, comunque sempre indebolito dal dollaro forte e dall’eccesso di offerta. Il ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, ha dichiarato che le esportazioni del paese sono destinate a crescere quest’anno nonostante il crollo della produzione seguito ai prezzi più bassi dopo che il greggio aveva abbandonato quota 100 dollari.

Azionario asiatico sotto pressione, con le vendite che hanno interessato soprattutto le società minerarie e attive nel ramo dell’estrazione. Tokyo in evidenza, con l’indice Nikkei 225 che si è mostrato una eccezione salendo +0,31%, dopo la pubblicazione del dato relativo alle spese per capitale di gennaio che è sceso a un tasso inferiore alle previsioni (-1,7% rispetto a -4,1% atteso dagli economisti di Reuters).

Tim Seymour, CIO di Triogem Asset Management, ha detto nel corso della trasmissione televisiva “Squawk Box” di Cnbc Asia che guarda con favore “al settore auto (del Giappone), dal momento che la domanda globale continua a essere molto forte”. Detto questo, “dopo la corsa di Toyota Motor, potrebbe essere arrivato il momento di fare una pausa”.

Shanghai Composite debole con +0,16%. In Cina reso noto il dato relativo alle vendite al dettaglio, balzate nel periodo tra gennaio e febbraio +10,7% su base annua, meno del +11,7% atteso. Produzione industriale +6,8% su base annua, contro +7,8% atteso.

Tra gli altri listini, Hong Kong -0,63%, Sidney -0,53%, Seoul -0,20%.

(Lna-DaC)