Borsa Milano +1,5% verso il top 2014. Tonfo spread e tassi BTP al minimo storico

6 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – All’indomani della nuova era di tassi negativi inaugurata dalla Bce, Borsa Milano strappa al rialzo, con il Ftse Mib che supera la soglia dei 22.200 punti, andando anche oltre i precedenti massimi del 2013, in area 22.250. E segnando dunque un nuovo record. In chiusura, guadagno +1,54% a un passo da 22.300 punti, a 22.290 punti.

Da inizio anno il listino ha guadagnato oltre +19%, mentre è in crescita oltre +38% su base annua, ovvero rispetto allo stesso giorno del 2013. Il trading range delle ultime 52 settimane è compreso tra 14.901,46 e 22.267,61.

Focus sull’intervista rilasciata dal vicepresidente della Bce Vitor Constancio che, rispondendo alla domanda di un giornalista della Cnbc, ha affermato che il fatto che la Bce si stia preparando ad acquistare asset del settore privato non è un bluff, e che l’istituto potrebbe di fatto lanciare un Qe in stile Fed. “Draghi ha detto chiaramente nel suo discporso che in casi estremi…avremmo bisogno di un programma più ampio di acquisti di asset. (E questo programma) è ancora sul tavolo”, ha detto Constancio.

Sul listino buy sui bancari, a eccezione del titolo Mps, che è stato anche sospeso anche per eccesso di ribasso dopo aver ceduto quasi -5%. Le quotazioni dell’istituto senese hanno ridotto le perdite nel finale, -2,83%.

Altri bancari Bper +5,13%, BPM +6%, Banco Popolare +5,4%, Intesa +3,82%, Ubi Banca +3,6% e Unicredit +2%. Tra i titoli di altri settori, Finmeccanica +3,72%, Moncler -2,5%, Mediaset +0,77%, Telecom Italia +3,85%.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni in forte calo, è sceso anche sotto la soglia psicologica a 140 punti base, al minimo dall’aprile del 2011, (nel finale -9% circa, poco al di sopra di 138 punti base), a fronte di rendimenti decennali che hanno testato il nuovo minimo storico, -6,47% al 2,74%; minimo storico anche per i tassi sui Bonos decennali spagnoli, scivolati al 2,695%.

Crollati anche i tassi francesi, al valore più basso in assoluto, pari al 1,656%, con spread di appena 33 punti base sul bund tedesco.

Nella giornata di ieri, l’Eurotower ha tagliato i tassi di rifinanziamento dallo 0,25% al nuovo minimo storico dello 0,15%, portando a negativo il tasso sui depositi, a -0,10%. Draghi ha poi lanciato diverse misure, tra cui nuove operazioni LTRO e i preparativi per gli acquisti degli asset backed securities, per rilanciare il mercato del credito.

Nessun bazooka è stato però annunciato. Certo, i preparativi per l’acquisto di ABS sono stati interpretati da qualcuno come il segnale che la Bce finirà per adottare un QE in stile Fed. Sta di fatto, che per ora il QE non è ancora una realtà in Europa.

E ciò è dimostrato dalla performance dell’euro, che dopo la serie di annunci ha sfondato al ribasso la soglia dei $1,36 per scendere fino a un minimo intraday a $1,3530, ma che a fine seduta ha recuperato tutto, riagguantando la soglia. E al momento sembra che quella della Bce sia stata solo una parentesi, visto che le quotazioni eur/usd rimangono sopra $1,3600. Euro a $1,3636, ritraccia comunque con un calo -0,16%. Contro lo yen, variazione -0,10% a JPY 139,75.

In un’intervista rilasciata a Davide Pantaleo, Pietro Paciello, analista finanziario di Uptrend Advisory, sottolinea che il “netto recupero dell’euro dopo la flessione iniziale, testimonia che probabilmente le mosse annunciate ieri dalla BCE fossero già scontate dai prezzi. Questo potrebbe generare il famoso fenomeno del sell on news sull’azionario che si trasformerebbe in un buy sull’oro”. Quanto al Ftse Mib, “credo che ci sia la possibilità, senza che questo vada ad intaccare il sentiment di fondo che rimane positivo, di assistere ad una discesa nel breve verso i 21.400 punti”.

Paciello commenta anche il trend di alcuni titoli bancari. Il suo consiglio è di guardare alle “Popolari e in particolare a Banco Popolare che presenta una figura operativa interessante. A guidare la corsa agli acquisti è una matrice di divergenza rialzista e il rialzo del titolo ha portato ad un test di area 14,5 euro”. Di fatto, “Banco Popolare sarà orientato al rialzo fino a quando i corsi si manterranno al di sopra dei 13,2 euro. Sicuramente è il momento delle Popolari come evidenziato dalla buona performance messa a segno nella seduta di ieri. Tra i finanziari mi piace molto Azimut perchè presenta una bella divergenza rialzista dopo il pesante arretramento dai 26 euro. Manterrei il titolo in portafoglio in ottica da cassettista con stop sotto area 18,25/18,2 euro per un potenziale target in area 25 euro”.

Sul fronte di altri mercati, l’azionario asiatico misurato dal benchmark MSCI Asia Pacific Index ha riportato una buona performance per la quarta settimana consecutiva, attestandosi sui massimi dal 22 ottobre del 2013 e salendo +1,2%; il dollaro si avvia a concludere la migliore settimana dallo scorso aprile contro lo yen (+0,6%).

Tra le borse asiatiche, Nikkei piatto con -0,01%, Hong Kong -0,69%, indice australiano S&P/ASX 200 +0,50%, Shanghai -0,54%, Kospi -0,65%.

Tra le commodities, i futures sul petrolio +0,32% a $102,81; quotazioni oro -0,23% a $1.250,40.