Borsa Milano -1,2%, balzo dello spread. E l’euro a quota $1,31

30 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Piazza Affari chiude in flessione, in un clima di rinnovata tensione per la crisi del debito europeo dopo che in Grecia non e’ stato ancora trovato un accordo con i creditori privat. Cresce intanto il timore che il Portogallo debba prima o poi chiedere un secondo piano di aiuti.

Oggi i principali leader europei si sono riuniti a Bruxelles in quello che e’ stato il primo summit del 2012.

A Piazza Affari il Ftse Mib ha perso l’1,21%, viaggiando intorno alla soglia dei 15.750 punti e scontando il ritorno delle tensioni sui mercati dei titoli di stato, nonostante l’esito positivo dell’ asta.

Guardando agli altri mercati azionari, alle 17.35 italiane Londra fa -1,21%, Francoforte -1,17%, Parigi -1,59%. Atene torna in positivo anche se solo leggermente. L’indice di riferimento del continente Eurostoxx 50 chiude in flessione dell’1,34%.

Il Tesoro ha collocato titoli a 5 e 10 anni per un valore complessivo di 5 miliardi e 600 milioni di euro, sulla parte alta della forchetta solo per l’emissione a piu’ lunga scadenza: i rendimenti di entrambi i bond sono calati, ma questa volta l’asta non riesce a convincere i mercati. Colpa dei problemi di finanziamento riscontrati da Portogallo e Grecia.

Dopo il collocamento sul primario, lo spread Italia-Germania a dieci anni si mantiene così a livelli molto elevati, ritracciando dai massimi, quando è arrivato a balzare più dell’8%, ma facendo sempre +7%, poco al di sotto della soglia a quota 430 punti base, in area 427. Il rendimento dei BTP a 10 anni mette a segno un incremento del 3,7, al 6,12%.

Veri market mover sono poi oggi il fattore Lisbona che spaventa sempre di più, visto che i tassi inanellano nuovi valori massimi; e, anche, la Grecia: l’accordo con i creditori privati da parte di quest’ultima non è stato infatti ancora raggiunto, come ha confermato a meta’ seduta Angela Merkel, cancelliere tedesco.

Ad alimentare il pessimismo non è, secondo alcuni operatori, il downgrade di massa sui rating dei paesi europei arrivato, stavolta da Fitch, lo scorso venerdì. La notizia era infatti altamente attesa.

Detto questo, secondo le ultime indiscrezioni l’Unione europea sarebbe a un passo dal raggiungere un accordo definitivo sul nuovo patto di bilancio (il cosiddetto ‘Fiscal compact’) e ad aprire una nuova fase di politica economica di rigore e sviluppo. Intanto, il presidente francese Nicolas Sarkozy annuncia enfaticamente che il peggio è passato, che la situazione si sta “stabilizzando” e che l’Europa “non è più sull’orlo del baratro”, anche grazie alle misure “forti e giuste” prese in Italia da Mario Monti.

Ancora protagonista la Grecia. Si spera sulla “resa” dei creditori privati e nella loro decisione di accettare un tasso inferiore al 4% sull’emissione di nuovi bond, come auspicato anche dall’Eurogruppo.

Guardando al Ftse Mib,negative soprattutto le banche, che si accodano alla performance al ribasso che colpisce l’intero settore finanziario europeo: giù Banco Popolare -3%, Banca Popolare dell’Emilia Romagna -2,15%, MPS -4,3%, Intesa SanPaolo -1,38%, Ubi Banca -2,48% e Unicredit -0,66%. Da segnalare il giudizio di Citigroup sull’istituto di Piazza Cordusio: il titolo rimane il preferito tra i bancari italiani per la banca Usa, che ha un rating buy e che ha alzato il target price da 3,68 a 4,45 euro.

Occhi sempre puntati sul fronte valutario, in particolare sull’euro, che contro il dollaro americano lascia sul campo lo 0,85% riagguantando debolmente la soglia di $1,31 sul finale, a $1,3108. Il rapporto dollaro/yen è in calo dello 0,42% a 76,38.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in calo dello 0,30% a quota $99,23 al barile. Le quotazioni dell’oro sono piatte a $1.735 l’oncia. Quanto ai Treasury, i rendimenti a 10 anni scambiano in ribasso all’1,842%.

RAPPORTO UNICREDIT: FOCUS BORSE E PIAZZA AFFARI

Le borse europee hanno aperto in calo questa mattina, con gli occhi degli
investitori puntati sulle negoziazioni tra Grecia e creditori privati e sul
summit europeo. A deprimere il sentiment degli operatori contribuisce
inoltre la notizia che venerdì sera Fitch ha tagliato il rating di cinque Paesi
della Zona Euro. Nel dettaglio l’agenzia ha declassato il Belgio da ‘AA+’ a
‘AA’, Cipro da ‘BBB’ a ‘BBB-’, l’Italia da ‘A+’ a ‘A-’, la Slovenia da ‘AA-’ a ‘A’ e la Spagna da ‘AA-’ a ‘A’. Il rating dell’Irlanda è stato confermato a ‘BBB+’.

L’outlook sul rating dei sei Paesi resta negativo. Fitch riconosce che i leader
europei hanno fatto degli sforzi per combattere la crisi ma crede che bisognerà fare molto di più affinchè i sei Paesi messi sotto osservazione lo scorso dicembre possano superare le difficoltà. Secondo Fitch la crisi potrà essere risolta solo se e quando ci sarà un’ampia ripresa dell’economia. Per Fitch è evidente che serviranno delle ulteriori importanti riforme della governance dell’Eurozona per garantire la stabilità economica e finanziaria, inclusa una maggiore integrazione fiscale.

Da monitorare le assicurazioni italiane dopo che venerdì sera a mercati
chiusi S&P’s ha ridotto il rating di controparte a lungo termine e della solidità finanziaria di Generali ad ‘A’ da ‘A+’. Rimosso il creditwatch, l’outlook è ‘Stabile’.

La stessa agenzia ha ridotto il rating di lungo termine di controparte e quello sulla solidità finanziaria di Cattolica Assicurazione da ‘BBB+’ a ‘BBB’. L’outlook è ‘Negativo’. Il downgrade è attribuibile al fatto che la patrimonializzazione di Cattolica si è indebolita da ‘adeguata’ a ‘marginale’ e potrebbe scendere ulteriormente a causa delle pressioni sull’Italia (e sull’intera Zona Euro) e delle condizioni dei mercati finanziari.

Focus su Ferragamo, che è balzata di oltre il 7% venerdì dopo avere chiuso l’esercizio 2011 con ricavi in crescita del 26,2% su anno a EUR986,5 mln, mentre nel 4Q ha registrato una crescita del 23% a EUR285,2 mln.

Banche: in dicembre le banche italiane hanno visto un aumento del valore del loro portafogli in titoli di Stato, pur riducendo la loro posizione netta
grazie a vendite maggiori degli acquisti.

Enel Green Power (EUR1,556): venerdì sera ha comunicato i conti del 2011, archiviato con un Ebitda di EUR1,60 mld, in crescita dai EUR1,30 mld del 2010, e ricavi per EUR2,50 mld da EUR2,30 mld. L’indebitamento finanziario netto a fine 2011 è pari a EUR4,1 mld da EUR3,1 mld a fine 2010.

Impregilo (EUR2,622): continua la trattativa tra Benetton e Gavio sul futuro assetto di Igli, il veicolo che controlla poco meno del 30% di Impregilo, con
l’obiettivo di arrivare a breve a una soluzione di comune accordo tra i due
soci rimasti.