Borsa Milano +0,54%. Credit Suisse: nostri clienti si sentono “persi e ribassisti”

16 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Il trend di Piazza Affari è rimasto positivo, ma più cauto rispetto alle ore precedenti. Il Ftse Mib ha comunque recuperato dai minimi intraday e ha chiuso la sessione con un rialzo +0,54%, a 22.337,66 punti.

L’azionario globale ha testato il record degli ultimi due mesi, sulla scia delle speculazioni secondo cui i tassi di interesse Usa saranno alzati più avanti nel 2016. Focus sulla buona performabce dell’indice di riferimento MSCI World Index, che oggi è salito oltre +1%, e che a ottobre ha guadagnato +6%. A meno che non ci sarà un dietrofront la prossima settimana, l’indice concluderà il miglior mese dal 2011, dopo gli $11.000 miliardi di capitalizzazione bruciati durante l’estate.

Sul Ftse Mib, focus sul rialzo di FCA +0,63%, che ha beneficiato dei nuovi dati sulle immatricolazioni di auto. In Europa, in generale, sono state vendute il 9,8% di vetture in più a settembre, con la casa automobilistica italo-americana che ha visto le immatricolazioni balzare +15,6%. Detto questo, FCA è scesa al sesto posto della classifica in termini di quota di mercato.

Male Cnh Industrial -3,82%. Tra i bancari, debole Mps -0,30%, bene le popolari, Intesa SanPaolo +1,50%, Unicredit invariata. Maglia nera a Ferragamo, -5,49% sulla scia delle preoccupazioni sul settore dei titoli del lusso, dopo il tonfo di ieri superiore a -10% di Burberry. Sotto pressione anche Tod’s -1,38%. Tra i titoli in rialzo, Mediaset +3,97%, Eni +1,22%, Unipol +4%, Mediolanum +2,75%. In calo Saipem -3,31%

Il sentiment di mercato rimane caratteruzzato dall’incertezza. Credit Suisse addirittura ha ammesso oggi che i suoi clienti non hanno idea di quanto stia accadendo sui mercati, e che si sentono “persi e ribassisti”.

La banca riferisce: “Mai visti così tanti clienti che, semplicemente, non sanno quanto sta accadendo e che, per questo motivo, hanno preso profitto. Gli investitori americani, in particolare, sono cauti, mentre gli europei e gli asiatici hanno un atteggiamento più costruttivo”.

Credit Suisse afferma: “Riteniamo che i nostri clienti siano maggiormente focalizzati sui rischi, che sono elevati in modo anomalo, più che sui premi, che sono anche elevati, con il risk premium sull’azionario, per esempio, al 5,8%”.

Tra le ragioni citate non solo la crescita globale a livelli da recessione, la Cina, il rischio di uno sbaglio della Fed, gli effetti del QE che si stanno esaurendo ma anche la politica dell’Eurozona, il tetto sul debito Usa, gli attacchi della Russia in Siria, il referendum UK sull’appartenenza all’Ue.

Dal fronte economico dell’Eurozona, resa nota l’inflazione che è tornata negativa. Eurostat ha confermato che i prezzi della zona euro sono scesi -0,1% a settembre, contro il tasso di inflazione a +0,1% di agosto.

In Asia, ottimismo tra gli investitori, convinti che nuovi interventi di stimolo monetario verranno varati in Giappone e Cina. Tokyo +1,08%, la borsa di Shanghai +1,4% al record in sette settimane e in crescita +6,5% su base settimanale: si tratta della migliore performance settimanale dall’inizio di giugno. Hong Kong +0,78%, Seoul sotto pressione con -0,15%.

Sui mercati emergenti, nello specifico, le valute hanno ritracciato invece durante le contrattazioni asiatiche, dopo i guadagni riportati alla vigilia. Rupia indonesiana, ringgit malesiano, lira turca in calo. Forti acquisti sono proseguiti sui mercati cinesi (nelle ultime settimane hanno performato meglio dei Treasuries Usa di circa 60 punti base, a fronte di tassi scesi ai minimi in sei anni), ma il timore è che presto in Cina esploderà la bolla dei corporate bond.

Tra gli altri mercati, i futures sul petrolio +0,97% a $46,83 al barle, Brent +0,62% a $50,04. Oro -0,16% a $1.181,25.

Sul valutario, euro debole, -0,16% a $1,1368. Dollaro/yen +0,49% a JPY 119,48. Euro/yen +0,35% a JPY 135,85. Euro/sterlina -0,01% a GBP 0,7363. Euro/franco svizzero +0,11% a CHF 1,0831.

(DaC-Lna)