Borsa Milano -0,44%, pesano Wall Street, deflazione e Grecia

30 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano in ribasso, sulla scia di Wall Street. Il Ftse Mib ha chiuso la seduta in calo -0,44% a 20.503 punti. Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni oltre +4% sopra quota 134, tassi sui BTP decennali all’1,59%. Sul valutario, l’euro torna a fare dietrofront, -0,26% a $1,129; dollaro/yen -0,76% a JPY 117,36. Euro/franco -0,57% a CHF 1,0394. Euro/yen -1,02% a JPY 132,50.

L’azionario Usa non ha accolto con favore il dato sul Pil relativo al quarto trimestre del 2014: il ritmo di crescita, su base annua, è stato di appena +2,6%, rispetto al terzo trimestre quando la crescita è stata del +5%, e al di sotto delle attese.

Nel commentare il dato, Michael James, managing director della divisione di trading sull’azionario presso Wedbush Securities, in un’intervista telefonica rilasciata a Bloomberg ha affermato che il Pil “getta ulteriori ombre sull’intero quadro degli investimenti, confermando che incertezza e una continua e significativa volatilità proseguiranno”.

Niente di buono neanche dal fronte economico europeo, che ha confermato la deflazione in cui sta sprofondando sempre di più l’Eurozona. Bene comunque i numeri relativi alle vendite al dettaglio di Germania e soprattutto di Spagna. Disoccupazione sempre elevata, sebbene in calo, in Italia. La Commissione Ue ha poi pubblicato l’indice sul morale economico per il mese in corso. Si è attestato a 101,2, sopra la media a lungo termine che è pari a 100 punti.

Grecia sempre protagonista, con i tassi sui bond a tre anni schizzati oltre il 19%. Intanto il capo dell’Eurogruppo Dijsselbloem ha fatto un’apertura alla Grecia e al suo nuovo governo anti austerity che chiede più tempo per ripagare il suo enorme debito.

Il 2015 si conferma inoltre difficile per la Russia, con la Banca centrale che ha a sorpresa tagliato i tassi di interesse.

Tra i singoli titoli in Italia, sotto pressione ancora Mps, sulla scia di nuovi rumor sull’aumento di capitale, ma anche per la possibilità di poter tornare a shortare il titolo. Titolo -7,8%. Tra altri bancari, Bper -1,64%, BPM +2,30%, Banco Popolare -0,27%, Intesa -0,92%, Unicredit -2,88%, Ubi Banca -1,21%; tra altri titoli Enel -0,89%, Buzzi +2,06%, Eni -0,20% (azzera i guadagni dopo essere stata promossa da Investec a “buy” da “hold”). FCA invariata, Finmeccanmica +1,15%, Tenaris +3%, Terna -1,52%.

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Sempre in ambito societario, Ferragamo ha registrato un fatturato in crescita del 6% a cambi correnti, grazie al buon andamento del business in Asia. I ricavi sono saliti a 1,33 miliardi di euro. Titolo oltre +2%. Telecom Italia +1,57% è impegnata in un vertice in Brasile, dove promette nuove operazioni. Il gruppo nel 2015 intende aumentare gli investimenti in Tim Brasil. L’AD Patuano ha detto che “Continuiamo a puntare sulla crescita del Paese”.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio guadagnano balzano +1,01% a $44,98, mentre il Brent è piatto con -0,08% a $49,09. Oro +1,43% a $1.272,60, argento +2,34% a $17,17.

Sui mercati asiatici, borse contrastate dopo che un miglioramento dello scenario societario Usa ha contribuito a controbilanciare le preoccupazioni persistenti sulla crescita dell’economia globale, che hanno in particolare pesato sull’azionario cinese.

In Giappone, nonostante il rafforzamento dello yen contro le principali valute, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in rialzo con l’indice Nikkei-225 a 17.674 punti (+0,39%).

(DaC-Lna)