Post-crisi: Borsa italiana perde posizioni nel mondo, ma c’è l’exploit dello Star

23 Ottobre 2019, di Alberto Battaglia

Nei 10 anni successivi alla crisi finanziaria il peso specifico della Borsa Italiana nei confronti delle altre borse mondiali si è ulteriormente ridotto.
La capitalizzazione di mercato di Piazza Affari, ha calcolato Mediobanca, fra l’inizio del 2008 e il settembre 2019 è scivolata al 20esimo posto a livello internazionale: nel 2008 era 16esima e fra il 1998 e il 2001 era fra l’ottava e la nona posizione. Si parla di 375 miliardi di euro, contro i i 20.916 della Nyse o i 5.270 di Tokyo.

Come sono cambiati gli equilibri tra i diversi settori

Nel frattempo, all’interno del listino italiano i settori si sono mossi in modo assai diverso in questi 10 anni e 9 mesi:

“Il settore industriale rispetto al 2008 ha recuperato rappresentatività in termini di capitalizzazioni, portandosi dal 63% al 70% sul totale, a scapito prevalentemente delle banche (in arretramento dal 26% al 20%) e in misura più ridotta delle compagnie assicurative (dall’11% al 10%)”, ha scritto Mediobanca.
Ribaltata la situazione sul fronte dei dividendi distribuiti agli azionisti: “la ripartizione del monte dividendi ha seguito mutamenti di segno opposto, particolarmente evidenti per l’industria (dall’82% al 60%) e per gli istituti di credito (dall’8% al 27%), con le assicurazioni passate dal 10% al 13%”.

E’ interessante notare come, dal 2008 a oggi, il segmento di Borsa dedicato alle medie imprese, lo Star, abbia di gran lunga superato l’indice di riferimento italiano.
Se 100 euro investiti in Borsa italiana nel 2008 sono diventati 169 euro, per i titoli Star il valore sale a 476 euro.

Il rendimento complessivo delle società Star è stato, compresi i dividendi, del 15,6% annuo, contro il 5% medio di Borsa italiana.

Le migliori performance?

Ecco i nomi: “Amplifon, società Star che ha visto il valore del proprio investimento – dividendi inclusi – moltiplicato per ben 29,2 volte (rendimento medio annuo del 36,9%); De’ Longhi per 18,4 volte (31,1%), Banca Generali per 16,8 volte (30%), Brembo per 16,1 volte (29,5%) e Reply (Star) per 15,4 volte (29%).