Boom finanza creativa: e’ caccia ai prodotti pericolosi

17 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Poco importa se Europa e America si leccano ancora le ferite dei danni prodotti dalla finanza creativa. Quella lezione che risuona forte nelle pieghe della crisi del debito sovrano su entrambe le sponde dell’Atlantico non sembra sia stata ancora imparata ai piani alti delle banche internazionali. Ancora oggi prodotti al limite della legalità che prometto rendimenti esosi sono spacciati, liberamente, sul mercato. Ma questa volta, l’epilogo potrebbe essere diverso dalla storia recente.

Sven Giegold, membro tedesco del Parlamento europeo, è stato nominato per scovarli. La sua missione non è di quelle facili: affiancato da due gruppi di lavoro ha deciso che è necessario trovare i prodotti finanziari potenzialmente pericolosi che sono stati ideati dopo lo scandalo mutui subprime e CDO in quanto potrebbe scatenare ulteriori problemi e incrinare la fragile ripresa. “Simili investimenti sono in circolazione”, ha ammesso Giegold. “Si tratta di opportunità che sono poco trasparenti per gli investitori, che decidono di investire in tecnologie o prodotti nocivi, causando rischi sistemici“.

Sebbene non vi sia nessuna medaglia in palio, Giegold spera che il suo esempio riesca a stimolare le autorità di vigilanza e di regolamentazione ad assumere iniziative più coraggiose come vietare alcuni prodotti ad alto rischio. “I bassi tassi di interesse di oggi forniscono un terreno fertile per piazzare prodotti finanziari nelle tasche di investitori in cerca di rendimenti allettanti”, ha ammesso Frederic Hache, ex banchiere che ha venduto prodotti strutturati per anni e che ora lavora per Finance Watch, società che si occupa di regolamentazione. “C’è ancora molto lavoro da fare per ridurre la complessità che non è non necessaria nella progettazione di alcuni prodotti di investimento”, ha detto usando un eufemismo.

Dichiarazioni da leggere nella stessa direzione di quelle rilasciate da Paul De Grauwe, economista della London School of Economics quando ha sottolineato che il modello di banca di oggi non è cambiato molto rispetto a quello del passato. Come dire: occhi aperti. I Gordon Gekko dei tempi moderni non vanno mai in pensione; sono ancora in circolazione.

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