Boom disoccupazione, OCSE “lavoro deve essere priorità governi”

7 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Il mercato del lavoro resta in condizioni pessime. E’ un dato di fatto, confermato anche dall’ultimo rapporto dell’OCSE sukl mercato del lavoro, che preannuncia un aumento del tasso di disoccupazione all’8,6% nell’area a maggio. Scontato l’appello dell’OCSE ai leader dei maggiori Paesi industrializzati, che dovrebbero porre il tema del mercato del lavoro come priporità nella propria agenda. “La creazione di posti di lavoro deve rappresentare una priorità per i Governi” ha detto Angel Gurria, Segretario Generale dell’OCSE. L’Organizzazione con sede a Parigi prevede che dovranno essere creati 17 milioni di posti di lavoro per far tornare il mercato ai livelli pre-crisi. “Il taglio della disoccupazione e dei deficit rappresenta una grande sfida per i Governi, ma ha ha bisogno di essere afrontata con la giusta determinazione. – sottolinea Gurria – A dispeto dei segnali di recupero emersi in molti Paesi, c’è il rischio che milioni di individui possano perdere il contatot con il mercato dle lavoro. Una disoccupaizone così alta non puù essere accettata ed il tema deve essere affrontato con una strategia politica globale”. Complessivamente, ci sono 47 milioni di disoccupati nell’area Ocse, ma se si agigungono anche le persone che hanno rinunciato a cercare lavoro ed i lavoratori part-time in cerca di un lavoro a tempo pieno il numero effettivo di disoccupati e sottoccupati nei paesi OCSE potrebbe essere di circa 80 milioni. La sfida per i governi, secondo l’OCSE , è quello di definire un nuovo equilibrio tra risanamento dei conti pubblici e, al tempo stesso, gli aiuti alle persone più bisognose, in particolare i giovani ed i disoccupati di lunga durata. Il mantenimento di un efficace sostegno per queste persone è di vitale importanza ed i Governi dovrebbero resistere alla tentazione di ridurre gli stimoli per ottenere risparmi nell’immediato. E cosa succederà in Italia? L’impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano è stato fino a oggi moderato rispetto a molti altri paesi OCSE. Tuttavia, il Rapporto OCSE sull’occupazione suggerisce un peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro nell’ultimo anno. A maggio, il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,7% in Italia, vale a dire un incremento di due punti percentuali dall’inizio della crisi, inferiore alla crescita media dei paesi OCSE sullo stesso periodo (2,8 punti percentuali). Inoltre la ripresa dell’attività economica non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del 2011. La principale risposta del governo italiano alla crisi occupazionale è stata il sostegno ai redditi dei lavoratori non aventi diritto a un sussidio di disoccupazione ed, in particolare, il maggior ricorso alla cassa integrazione (CIG). Nella fase di ripresa economica è però essenziale creare incentivi adeguati alle imprese ad assumere lavoratori e quindi ridurre la disoccupazione. Il Rapporto OCSE suggerisce che, da un punto di vista internazionale, l’Italia è tuttora caratterizzata da un ordinamento del mercato del lavoro piuttosto rigido e da una mobilità del lavoro limitata. Per promuovere la produttività e una più ampia creazione di posti di lavoro, sarebbe necessaria una riforma dei contratti di lavoro, tale da rendere più efficace la riallocazione dei lavoratori nella fase di ripresa. Tuttavia, una tale strategia di riforma potrebbe generare una maggiore mobilità subita per alcuni lavoratori con contratti permanenti e si dovrebbe quindi coniugare con ulteriori sforzi nelle politiche del welfare volti a rafforzare il sostegno di reddito per i disoccupati, anche se condizionato alla disponibilità ad accettare offerte di lavoro, accompagnato da un efficace sostegno al re-impiego e compatibilmente con la necessità di preservare la sostenibilità dei conti pubblici.