Boom di rifugi antiatomici: come ai tempi della Guerra Fredda

28 Agosto 2017, di Livia Liberatore

Bunker e rifugi a prova di bomba atomica. Come affermano i responsabili di alcune aziende americane, le vendite di questi prodotti quest’anno sono aumentate negli Stati Uniti e in Giappone. La crescita della tensione fra gli Stati Uniti e la Corea del Nord di Kim Jong Un, con i test missilistici effettuati dai nordcoreani, ha fatto risorgere vecchie paure che sembravano dimenticate con la fine della Guerra Fredda.

“C’è un forte aumento della domanda, abbiamo ricevuto centinaia di chiamate“, ha detto Ron Hubbard, presidente di Atlas Survival Shelters, impresa con sede in California, “ci aspettiamo di avere un anno molto buono, con vendite per oltre mille rifugi a un prezzo medio di 25 mila dollari l’uno”. Anche Gary Linch, manager di Rising S Shelters in Texas riporta un aumento delle vendite negli Usa e in Giappone.

La maggior parte degli acquirenti sono proprietari di abitazioni preoccupati da un possibile conflitto nucleare fra Usa e Corea del Nord. Fra di essi ci sono molti “preppers”, persone che si preparano a un disastro naturale o causato dagli uomini. La domanda è in aumento anche in Corea del Sud. Chi chiede un rifugio o bunker antiatomico può scegliere fra soluzioni diverse. Atlas offre 15 tipi di rifugi ma il più semplice è in tubi di acciaio ondulati che possono anche essere ricoperti da accessori di lusso.

Un’altra azienda con sede in California, Vivos, vende bunker più grandi, simili a condomini sotterranei che possono ospitare fino a 80 persone. I proprietari di bunker, raccontano dall’impresa, spesso non vogliono far sapere di possedere un rifugio ai vicini perché temono che altrimenti tutti bussino alla loro porta al primo allarme.