Bonus bancomat: fino a 300 euro l’anno per chi usa pagamenti elettronici

9 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

L’idea era già emersa durante la discussione della scorsa Legge di Bilancio. Ora torna in primo piano l’ipotesi di  introdurre in Italia un bonus per incentivare i pagamenti elettronici (con carte e bancomat).
Una sorta di premio, che può arrivare fino a 300 euro l’anno, per chi paga con moneta elettronica. Il piano, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe partire dal 1° dicembre 2020.

Obiettivi

L’obiettivo primario è quello di ridurre l’evasione fiscale e per farlo l’esecutivo pensa, quindi, ad incentivare il più possibile l’uso del bancomat anche per le spese di minore entità, magari inserendo una soglia minima annuale di acquisti da pagare.

Come funzionerebbe

Da quanto risulta, sarebbero due i criteri per accedere al bonus:

  • il pagamento deve essere effettuato con moneta elettronica
  • limite minimo di operazioni

Il bonus potrebbe rappresentare il 10% della spesa effettuata, quindi nel caso dei 3mila euro di soglia saremmo a 300 euro di restituzioni.

Non solo. Secondo le anticipazione della Stampa:

Il provvedimento potrebbe contenere un credito d’imposta per le commissioni pagate dai piccoli esercenti in vigore dal 1° luglio scorso, detrazioni fiscali solo per prestazioni pagate con moneta elettronica e un’esenzione fiscale per chi usa buoni pasto elettronici, oltre all’abbassamento della soglia dei pagamenti in contanti da 3mila a 2mila euro fino al 31 dicembre 2021.

Dal primo gennaio 2022 il limite dovrebbe scendere a mille euro.

L’obiettivo è incentivare il più possibile l’uso del bancomat anche per le spese di minore entità, magari inserendo una soglia minima di acquisti da pagare con la card. Nonostante la contrarietà dei piccoli esercenti (che spesso si trovano a fare i conti con commissioni e costi di gestione difficili da sostenere).“

Per favorire l’implementazione della misura, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avrebbe chiesto agli operatori del settore un maggiore spinta tecnologica.

L’obiettivo è quello di far dialogare il sistema dei pagamenti con le amministrazioni dello Stato.
Per farlo serve sia la rendicontazione delle transazioni con la piattaforma PagoPa e con le piattaforme bancarie, sia un conseguente trasferimento delle informazioni all’Agenzia delle Entrate.