La Banca d’Italia ha diffuso il Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia nel secondo semestre del 2024, fornendo un quadro dettagliato sui rischi connessi ai pagamenti digitali al dettaglio. Tra tutti gli strumenti di pagamento, i bonifici istantanei emergono come quelli maggiormente esposti, sia in termini di tasso di frode che di attenzione da parte delle autorità e degli utenti.
Bankitalia: tassi di frode per strumenti di pagamento
Secondo il Rapporto, il tasso di frode – ossia l’incidenza delle operazioni fraudolente sul totale dei pagamenti – risulta contenuto e stabile per i bonifici nel loro complesso (0,002%), mentre è più elevato ma in calo per la moneta elettronica (0,021%).
Tra i bonifici, emerge una differenza netta tra quelli istantanei e quelli ordinari: il tasso di frode per i primi è pari allo 0,057% in valore e allo 0,027% in numero di operazioni, mentre per i bonifici ordinari si attesta rispettivamente a 0,0015% e 0,001%. Rispetto all’anno precedente, i bonifici istantanei mostrano un incremento significativo (+90% sul tasso in valore), evidenziando la maggiore vulnerabilità di questo strumento a frodi sofisticate.
Le operazioni con carte di pagamento (credito e debito) e i prelievi da ATM si collocano su livelli intermedi di rischio, con tassi rispettivamente pari a 0,017% e 0,010%, in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
L’importo medio delle operazioni fraudolente è più alto per i bonifici ordinari (€ 5.864) e per quelli istantanei (€ 1.666), a fronte di importi decisamente inferiori per carte (€ 87), moneta elettronica (€ 45) e prelievi da ATM (€ 471).
E-commerce e transazioni transfrontaliere
Il Rapporto evidenzia come le operazioni “a distanza” (e-commerce) siano più esposte ai rischi di frode rispetto a quelle effettuate nei punti vendita fisici, sebbene nel 2024 il divario si sia ridotto.
Le transazioni transfrontaliere, in particolare quelle al di fuori dello Spazio Economico Europeo (SEE), mostrano tassi di frode più elevati, soprattutto per carte di pagamento e moneta elettronica. Per i bonifici, invece, la quota di frodi transfrontaliere è più contenuta, pari al 30% in valore e al 22% in numero di operazioni.
Quali sono le tipologie di frode più diffuse
Nei pagamenti con carte, moneta elettronica e prelievi da ATM predominano le operazioni non autorizzate, come smarrimento, furto della carta, contraffazione (skimming) o furto dei dati associati. Per i bonifici, invece, la frode più rilevante è la manipolazione del pagatore, in cui il cliente viene indotto a disporre un pagamento verso un beneficiario fraudolento tramite tecniche di social engineering.
Il valore complessivo delle frodi da manipolazione del pagatore è aumentato del 49% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, mentre le frodi per pagamenti non autorizzati sono diminuite del 7% su base annua. Questo fenomeno rende più difficile il recupero delle somme sottratte, in quanto non è possibile attivare automaticamente i meccanismi di rimborso previsti dalla normativa.
Per i pagamenti con carte e moneta elettronica, le transazioni con autenticazione forte del cliente (SCA) risultano più sicure, soprattutto nelle operazioni transfrontaliere. Tuttavia, le transazioni esenti da SCA, ritenute a basso rischio in base al tipo di operazione (modico valore o ricorrenti), mostrano tassi di frode simili a quelli delle operazioni protette da SCA.
Impatto sulle perdite degli utenti
L’incidenza delle perdite da frode sostenute dagli utenti varia in base allo strumento: più alta per i bonifici (89%) e per i prelievi da ATM (51%), mentre più contenuta per le carte (31%) e la moneta elettronica (40%). La tipologia di frode influisce significativamente sulla ripartizione delle perdite: nel caso della manipolazione del pagatore, infatti, la normativa non permette il rimborso automatico, complicando il recupero delle somme.