Brexit, ora Londra punta a diventare la capitale di criptovalute e blockchain

5 Febbraio 2021, di Alberto Battaglia

A poche settimane dal completamento della Brexit, Londra si è messa al lavoro per diventare la capitale delle criptovalute e della blockchain, una tecnologia che potrebbe rivoluzionare il  sistema bancario e finanziario del futuro.

Criptovalute e blockchain per la banca del futuro

Il governo del Regno Unito ha invitato le “aziende impegnate in attività di criptoasset o DLT [blockchain]” ad esprimersi sulle proposte per una nuova regolamentazione del settore che freme per crescere.

Le linee guida dell’esecutivo britannico sono descritte in un documento di 46 pagine che le società attive nei progetti basati su blockchain stanno sicuramente studiando con attenzione.
Fino al 21 marzo gli attori del settore saranno chiamati a rispondere ad alcune domande lanciate dal governo. La consultazione è solo il primo step, ma l’Inghilterra post-Brexit si candida a diventare apripista in termini di regolamentazione delle attività basate sulla blockchain.

L’obiettivo primario espresso dal Regno Unito è “garantire che il proprio quadro normativo sia attrezzato per sfruttare i vantaggi delle nuove tecnologie, sostenendo l’innovazione e la concorrenza, mitigando i rischi per i consumatori e la stabilità”.

La regolamentazione discussa riguarda esplicitamente non solo le criptovalute, ma anche le stablecoin, ovvero quei token il cui valore rimane “stabile” rispetto a quello di alcune monete ufficiali di riferimento.
A questa ultima categoria è dedicata un’attenzione particolare anche perché le stablecoin si candidano a competere direttamente con i sistemi di pagamento attualmente esistenti.

Fra i numerosi interrogativi pratici avanzati dal governo alle società attive in progetti crypto compare, ad esempio, l’eventuale necessità di richiedere “alle aziende che offrono servizi attivamente ai consumatori del Regno Unito” il possesso di “una sede nel Paese e di una specifica “autorizzazione da parte degli enti competenti del Regno Unito”.

Un’analoga normativa è in fase di elaborazione anche a Bruxelles per la zona euro, il cosiddetto regolamento Mica.

I principi della futura regolamentazione britannica

Il Regno Unito, nell’elaborare la sua regolamentazione, ha fissato alcuni paletti:

  • “Proteggere la stabilità finanziaria e dell’integrità del mercato… garantendo che l’infrastruttura sia operativa resiliente e che siano in atto misure di salvaguardia per mitigare eventuali rischi finanziari”;
  • “Fornire solide protezioni per i consumatori, ovvero garantire loro lo stesso livello di protezione che avrebbero quando altri strumenti regolamentati vengono utilizzati per lo stesso scopo (ad esempio pagamenti)”;
  • Infine “promuovere la concorrenza, l’innovazione e sostenere la competitività del Regno Unito” il che implica “continuare a incoraggiare e sostenere le imprese fintech del Regno Unito”.