Blockchain, nuove norme Ue a favore della tecnologia

12 Aprile 2018, di Livia Liberatore

L’Unione europea fa un passo a favore della blockchain. Martedì sera 22 Paesi europei hanno firmato una dichiarazione per la creazione di un partenariato europeo per la blockchain, che farà da veicolo per la cooperazione tra gli Stati membri. L’accordo prevede lo scambio di esperienze e competenze nel campo tecnico e normativo e la preparazione all’applicazione della tecnologia su scala europea nel mercato unico digitale, a beneficio dei settori pubblico e privato. Questo è quanto ha comunicato la Commissione nell’ambito della priorità del mercato unico digitale.

I 22 Paesi firmatari sono Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito. A febbraio, la Commissione europea aveva già lanciato l’osservatorio e forum dell’Ue sulla blockchain, per investire oltre 80 milioni di euro in progetti, con implicazioni in campo tecnico e sociale, che funzionano con questa tecnologia.

Entro il 2020, dovrebbero essere assegnati alla blockchain circa 300 milioni di euro in più, secondo quanto affermato dalla Commissione. Per il commissario dell’economia digitale Mariya Gabriel, una cosa è certa: “presto tutte le utility integreranno la blockchain”. La Commissione si era già espressa in modo favorevole alla tecnologia, sottolineando che “la natura decentrata e collaborativa della blockchain e delle sue applicazioni consente di sfruttare l’intero mercato unico digitale”.

Una visione fiduciosa, molto diversa da quella adottata nei confronti del principale utilizzatore della blockchain, il Bitcoin. L’Unione europea ritiene che la blockchain potrebbe impedire la perdita di dati nei trasferimenti tra Stati membri e ritiene che ciò potrebbe facilitare lo scambio di informazioni nel settore medico, nella ricerca scientifica e nella gestione delle intelligenze artificiali.