Blockchain, il suo futuro è soprattutto nelle applicazioni finanziarie

23 Gennaio 2020, di Alberto Battaglia

La Blockchain, la tecnologia informatica che sorregge il Bitcoin, ha ispirato centinaia di progetti di ricerca nel mondo. L’idea di usare un registro condiviso, trasparente e sicuro potrebbe avere diverse implementazioni in futuro, anche se finora solo una minoranza dei progetti avviati è riuscito a diventare operativo. A farcela, però, sono soprattutto i progetti in ambito finanziario.

Lo mette in evidenza l’Ufficio studi di borsadelcredito.it, operatore di p2p lending per le pmi, citando i dati del recente Osservatorio del Politecnico di Milano.
Il Polimi ha contato ben 488 progetti blockchain e Distributed Ledger avviati nel mondo(sono 1.045 negli ultimi 4 anni), in crescita del 56% rispetto al 2018. “Ma di questi solo 158 progetti sono implementativi e appena 47 già operativi: il resto sono sperimentazioni o proof of concept e ben 330 sono solo annunci.

La complessità tecnica della blockchain e le sfide legate alla sua sicurezza e alla sua velocità (più veloce si rende la “piattaforma”, meno questa è sicura) rende l’implementazione di questa tecnologia una vera sfida.

Le applicazioni finanziarie sono le più frequenti

I progetti implementativi, come detto, si concentrano soprattutto nel settore finanziario (67), seguito a distanza da Pubbliche Amministrazioni (25), agro-alimentare (15) e logistica (11). Se un settore subirà più degli altri l’impatto della blockchain, questo sarà soprattutto quello finanziario, a partire dai pagamenti: in un certo senso il bitcoin stesso testimonia ancora oggi la migliore applicazione della blockchain finora sperimentata.
Nell’ordine, i progetti che prevedono l’implementazione della blockchain in riguardano in particolare i pagamenti (44), la gestione documentale (42) e la supply chain (31).

Nel mondo, Stati Uniti, Corea del Sud e Cina sono i Paesi più attivi, rispettivamente con 53, 31 e 29 casi censiti. Ma in Europa, appena dopo il Regno Unito con i suoi 17 progetti, arriva l’Italia con 16, che evidenzia un buon fermento.