BlackRock sposa lo smart working: “mai più tutti i dipendenti in ufficio”

18 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Se per Jp Morgan lo smart working inizia a creare problemi, tra i big della finanza Usa c’è che, come BlackRock, la più grande società di investimento nel mondo con sede a New York, ritiene la strada imboccata durante la fase più critica della pandemia da COVID un percorso senza ritorno.

“Non credo che avremo mai più il gruppo al completo in ufficio”, ha detto ieri il ceo Larry Fink durante la Morningstar Investment Conference. “Forse il 60% o il 70%, facendo dei turni. Sarà un nuovo paradigma, e penso sarà un paradigma migliore per l’azienda “.

Detto questo, Fink ha sottolineato che alcune attività vengono eseguite meglio in ufficio e che ci sono degli svantaggi nell’avere molti dipendenti che lavorano da remoto.

“La cultura aziendale, ovvero quello che ci lega in quanto organizzazione, non è pensata per un lavoro svolto da remoto. Non sono ancora sicuro dove stiamo andando da questo punto di vista. Ma a livello operativo, abbiamo ottenuto ottimi risultati. Grazie alla tecnologia abbiamo operato davvero bene, in modo efficiente”.

Fink: “saremo un’azienda migliore”

La scorsa settimana circa il 30% dei dirigenti dell’azienda è tornato in sede. E dalla prossima settimana Fink ha spiegato che lui stesso tornerà in ufficio con maggiore regolarità – “almeno tre giorni alla settimana”.

“Non credo che saremo la stessa azienda operativa che eravamo prima del Covid”, ha concluso, aggiungendo che, a suo avviso, la società sarà “un’azienda migliore” grazie alla pandemia.

Sulla stessa linea di BlackRock, un mese fa anche Schroders, aveva annunciato di voler rendere permanente la modalità di lavoro flessibile.

“Questa decisione –aveva spiega Schroders in un comunicato – consentirà ai dipendenti di adottare pratiche di lavoro che rispondano al meglio alle esigenze dei clienti, alle necessità del business e alle specificità lavorative di ciascuna persona, assicurando allo stesso tempo che non vengano meno le interazioni faccia a faccia, per preservare una cultura di collaborazione, innovazione e produttività. Il lavoro flessibile permetterà ai singoli team e dipendenti di decidere quando, come e dove lavorare per supportare al meglio i clienti e la società, senza perdere di vista il valore degli incontri personali e i benefici che essi generano in termini di produttività complessiva”.