Mercati

Bitcoin in caduta libera, bruciati $460 miliardi in una settima

Continua la caduta verticale del Bitcoin. La principale criptovaluta mondiale ha perso oltre il 44% rispetto al picco toccato nell’ottobre dello scorso anno, avvicinandosi pericolosamente alla soglia psicologica dei 70.000 dollari. Nella sessione asiatica di giovedì, il prezzo è sceso fino a 70.052 dollari, ai minimi da novembre 2024, segnando un calo superiore al 3% in poche ore.

Su base settimanale, il Bitcoin ha già ceduto più del 7%, mentre le perdite da inizio anno sfiorano il 20%, confermando una fase di debolezza strutturale che va oltre le normali oscillazioni di mercato. Il movimento ribassista non risparmia il resto del comparto. Ether, seconda criptovaluta per capitalizzazione, è sceso di quasi il 2% a quota 2.086 dollari. Una discesa sotto i 2.000 dollari segnerebbe il livello più basso da maggio dello scorso anno, alimentando ulteriori timori di contagio sull’intero ecosistema delle valute digitali.
Nel complesso, il mercato crypto ha bruciato oltre 460 miliardi di dollari di valore nell’ultima settimana, secondo le stime degli operatori, offuscando la sua presunta funzione di bene rifugio.

L’effetto Warsh e il timore di una Fed più restrittiva

A innescare l’ultima ondata di vendite è stata la nomina di Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve. I mercati temono un orientamento più “hawkish”, con una possibile riduzione del bilancio della banca centrale americana.
“Il mercato teme una linea dura”, ha messo in evidenza Manuel Villegas Franceschi del team Next Generation Research di Julius Baer. “Un bilancio Fed più piccolo non offre alcun sostegno alle criptovalute”. Storicamente, infatti, il settore ha beneficiato di abbondante liquidità e politiche monetarie espansive, che hanno sostenuto gli asset più speculativi.

ETF sotto pressione e fuga degli investitori istituzionali

A pesare sul sentiment è anche il continuo deflusso di capitali dagli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti. Secondo Deutsche Bank, da ottobre 2025 si registrano uscite per diversi miliardi di dollari al mese. Solo a gennaio i deflussi hanno superato i 3 miliardi, dopo i 2 miliardi di dicembre e i 7 miliardi di novembre.

“Questa vendita costante segnala che gli investitori tradizionali stanno perdendo interesse e che il pessimismo sul comparto crypto è in crescita”, scrivono gli analisti della banca tedesca.

Crisi di fiducia e stress sui mercati globali

Il mercato sta attraversando quella che diversi operatori definiscono una vera e propria “crisi di fiducia”. “Il settore sta navigando in una fase di profonda incertezza” ha spiegato all’agenzia Reuters, Shiliang Tang, managing partner di Monarq Asset Management. Se nelle fasi iniziali il calo era legato a liquidazioni interne al mondo crypto, le pressioni più recenti riflettono uno stress più ampio sui mercati finanziari.

Mercoledì le vendite sono state sincronizzate: il Nasdaq 100 ha perso oltre il 2%, con ribassi diffusi nei titoli tecnologici e nei comparti più sensibili ai tassi di interesse.

Cresce infine lo scetticismo sul ruolo del Bitcoin come bene rifugio nelle fasi di turbolenza. “Il sentiment è in area di paura estrema” ha dettoAndrew Tu di Efficient Frontier a Bloomberg, spiegando che, a questo punto, è probabile una discesa verso i 68.000 dollari, con il rischio di rivedere i minimi del 2024.