Bitcoin, il futuro è aperto. L’analisi punto per punto di Deutsche AM

29 Dicembre 2017, di Livia Liberatore

Con il debutto dei futures sul Bitcoin, sono in molti a chiedersi se sia saggio unirsi alla corsa della criptovaluta e se i Bitcoin possano essere persino un investimento. Stefan Kreuzcamp, CIO di Deutsche AM, ha tracciato un’ampia analisi sul valore e le prospettive di Bitcoin e concluso che il loro futuro è aperto e molto dipenderà dalla risposta delle politiche pubbliche. La volatilità e le prestazioni atipiche per una valuta hanno portato molti a ritenere che dietro il successo della criptovaluta si nasconda una bolla. Secondo Kreuzcamp, il Bitcoin è uno strumento “altamente speculativo” ed è difficile dire cosa significherà per gli investitori.

L’incertezza della valutazione

Secondo Deutsche AM, il futuro delle criptovalute è tanto incerto quanto la loro valutazione. Un approccio basato sulla valutazione non è efficace per il Bitcoin e questo è il motivo per cui dall’istituto non sono convinti del Bitcoin come investimento in questo momento. “Non sappiamo quanto valga, quando comprarlo, o quando venderlo” si legge nell’analisi di Kreuzcamp, secondo cui è possibile ipotizzare una valutazione di 18.685 dollari per bitcoin.

Deutsche AM analizza i possibili scenari futuri per la criptovaluta. I sostenitori dei bitcoin li vedono come un’alternativa dell’oro. Sostituire tutto l’oro che è stato estratto finora farebbe salire il valore del Bitcoin a 333 mila dollari. Supponendo che il bitcoin possa sostituire solo un decimo della quantità di oro, questo comporterebbe comunque un valore di 33 mila dollari.

Fra i fattori negativi che possono influire sul destino della criptovaluta, il consumo di elettricità, che è uno dei temi principali della discussione sulle criptovalute e uno dei suoi possibili talloni d’Achille, in quanto fra i costi principali per i minatori. A pesare è anche il grado di difficoltà dell’algoritmo bitcoin, il più grande fattore di costo. Altre questioni dibattute sono le commissioni di transazione, i volumi minimi delle transazioni e il rischio di concentrazione del mercato.

Secondo Kreuzcamp, per prevalere come valuta pratica, il sistema di pagamento bitcoin non deve solo garantire sicurezza e bassa volatilità dei prezzi, ma anche bassi costi di transazione per milioni di pagamenti, compresi i micropagamenti. Infine, esiste un ampio consenso sul fatto che il sistema rimarrà sicuro per i prossimi dieci anni.

La minaccia delle valute concorrenti

Per il CIO di Deutsche AM, i bitcoin sono un’idea geniale che ha dietro una storia di successo impressionante. Però la vera minaccia sono le valute concorrenti.

Secondo coinmarketcap.com, il Bitcoin rimane la criptovaluta dominante, anche se la durata del suo dominio non è chiara. Solo due settimane fa ha rappresentato (insieme agli spin-off bitcoin cash e bitcoin gold) il 57% del valore di mercato di 610 miliardi di dollari per tutte le valute digitali incluse su coinmarketcap.com. Bitcoin è circa quattro volte più grande della seconda maggiore criptovaluta, Ethereum. Circa un anno fa, queste cifre erano l’85% e 15 volte maggiore. Gli investitori devono ora decidere se vogliono investire in Bitcoin o in una delle sei sussidiarie, che hanno lavorato con successo sulle debolezze originarie di Bitcoin e sono quindi un serio concorrente per la valuta “madre”.

Il rischio della regolamentazione

I principali fattori di rischio per tutte le criptovalute sono le banche centrali e la regolamentazione. L’intervento visto finora (in Cina, Russia o India) è riuscito a far scendere il prezzo solo per breve tempo. Kreuzcamp pensa tuttavia che qualsiasi segnale chiaro di cambiamento nella politica pubblica degli Stati Uniti avrebbe un impatto del tutto diverso e molto più forte. L’adozione di quadri normativi è considerata solo una questione di tempo, perché se gli Stati vogliono mantenere il controllo sulla creazione di moneta, i flussi di cassa e i sistemi di pagamento più importanti, dovranno procedere in questa direzione.

Kreuzcamp fa anche lo scenario opposto, quello in cui il Bitcoin viene considerato strumento di pagamento internazionale. In questo caso, un’ipotesi possibile è che il bitcoin possa sostituire l’1% del denaro e dei depositi a vista, e ciò significherebbe una valutazione di 15 mila dollari per moneta.