Bitcoin, che cosa monitorare secondo l’uomo del Big Short Michael Burry

22 Giugno 2021, di Alberto Battaglia

Secondo le voci più maliziose Tesla e Bitcoin avrebbero più di un punto di contatto – entrambi i fenomeni, che si sono autoalimentati grazie a una costante esposizione mediatica, potrebbero rivelarsi una clamorosa bolla finanziaria. Michael Burry, l’hedge fund manager assurto alla celebrità grazie alla vittoriosa speculazione durante la crisi del 2008, ha riservato strategie diverse per i due popolari investimenti.

Su Tesla, infatti, Burry ha già piazzato una posizione corta nella speranza di un crollo imminente del costruttore automobilistico.
Ma per quanto riguarda il Bitcoin, tutto può accadere, almeno nel breve termine. Il fondatore di Scion Asset management ha detto la sua in alcuni tweet (in breve tempo cancellati).
“Non odio il Bitcoin”, aveva detto Burry in precedenza, anche se “il futuro a lungo termine è tenue per le criptovalute decentralizzate in un mondo di governi centralizzati legalmente violenti e senza cuore, con interessi vitali nei monopoli sulle valute”. Burry ebbe a dire che “nel mezzo di una crisi inflazionaria i governi squasserebbero i concorrenti nell’arena delle valute”.

Ciononostante, Burry ora ha fatto sapere non intende scommettere sul calo del Bitcoin: “Nel breve periodo tutto è possibile”.

Per chi investe in Bitcoin, piuttosto, Burry è convinto che sia fondamentale seguire un altro aspetto fondamentale: “Il problema con le criptovalute, come nella maggioranza delle cose, è la leva finanziaria. Se non so quanta leva c’è nelle crypto, allora non so nulla, non importa quanto altro penso di essere a conoscenza”.
Diversi exchange, in particolare in Asia, consentono di acquistare criptovalute con una leva finanziaria che in alcuni casi è pari a 10. Questo tipo di esposizione contribuisce drasticamente alla volatilità dei prezzi di questa categoria di prodotti, poiché le posizioni vengono liquidate automaticamente se il valore dell’investimento scende al di sotto di una determinata soglia.

Anche i mercati azionari per Burry sono a rischio-crollo

Come nel 2008, Michael Burry è convinto che i mercati finanziari siano orientati verso il crash, poiché la paura di perdere il momento giusto avrebbe spinto molti piccoli risparmiatori a gettarsi sui mercati:

“Tutto quello che il clamore e la speculazione stanno facendo è attirare il mondo dei piccoli risparmiatori prima della mother of all crashes”, ha scritto Burry, “ La paura di perdere il momento giusto non si risolve lateralmente. Quando le criptovalute scenderanno da trilioni o le meme stock da decine di miliardi, le perdite di #MainStreet si avvicineranno alle dimensioni di un Paese. La storia non è cambiata”.