Bio-on: vertici accusati di false comunicazioni sociali. Tre misure cautelari e 150 milioni sotto sequestro

23 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Misure cautelari e milioni sequestrati: arriva oggi la svolta improvvisa dell’inchiesta Plastic Bubbles aperta dalla Procura di Bologna mesi fa e riguardanti Bio-on, società quotata sul mercato Aim di Borsa Italiana.
La società bolognese specializzata nella produzione di bioplastiche totalmente biodegradabili, controllata e guidata da Marco Astorri e Guido Cicognani è salita, suo malgrado, agli onori della cronaca finanziaria nei mesi scorsi per un’inchiesta per aggiotaggio che ne ha determinato il crollo in borsa, tanto da bloccarne il congelamento del titolo per eccesso di ribasso.

Bio-on: dal successo alle accuse del fondo Quintessential

Tutto è partito questa estate quando il fondo Usa Quintessential Capital Management aveva elaborato un paper intitolato “Una Parmalat a Bologna?“, facendo tornare alla luce il più grande crack della storia finanziaria italiana. Bio-on, guidata dal presidente Marco Astorri, aveva smentito e presentato denuncia, difendendo l’operato della società, che ha chiuso il 2018 con ricavi per 51 milioni, quasi quintuplicati rispetto agli 11 milioni del 2017.
Secondo Bio-on, “QCM ha infatti diffuso notizie false e fuorvianti, finalizzate a determinare una significativa flessione del valore del titolo, avendo già assunto una posizione di investimento legata a tale flessione”. Bio-on  era considerata una specie di stella del mercato Aim che era riuscita ad esplodere  letteralmente in borsa grazie ad una crescita straordinaria.
Nel suo dossier Quintessential però metteva in dubbio la reale capacità produttiva di Bio-on e i bilanci.

L’inchiesta della Procura di Bologna

Da lì la Procura di Bologna ha deciso di aprire un’indagine denominata Plastic Bubbles e stamani le Fiamme Gialle di Bologna hanno dato seguito all’inchiesta, eseguendo tre misure cautelari nei confronti degli esponenti apicali della società (Astorri è presidente e Cigognani è vice presidente), ritenuti responsabili dei reati di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato.
Nel dettaglio un manager sarebbe stato arrestato e altri due sottoposti a misure interdittive.

Nella giornata odierna, fanno sapere dal comando della Gdf bolognese sono tra l’altro in corso numerose perquisizioni in Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio e contestualmente si è proceduto al sequestri di beni per un valore complessivo di 150 milioni, la somma definita pari al valore del profitto del reato.
Borsa Italiana annuncia che i titoli di Bio-on “sono sospesi dalle negoziazioni” e che “seguiranno comunicazioni”.