Bill Gates: “Il 95% dei miei soldi non mi serve”. Italia “doni di più” a Global Fund

15 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Non chiamatelo imperatore, né rivoluzionario ma innovatore radicale. Così preferisce definirsi Bill Gates, il fondatore di Microsoft, l’uomo più ricco del mondo e oggi filantropo, che parla a tutto campo in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera.

“Mi sento incredibilmente fortunato perché posso fornire ai figli una buona istruzione e ogni aiuto senza dovermi preoccupare dei soldi: e questa è una vera benedizione (…) Microsoft ha guadagnato tanto, che la maggior parte dei miei soldi, direi oltre il 95 per cento, non è necessaria per sostenere le spese né della mia famiglia né dei miei figli. E quindi ho la possibilità e l’opportunità di restituire questo denaro alla società, per accelerare l’innovazione a favore dei più poveri”.

E dove investe i suoi soldi Bill Gates? Nel Global Fund, il fondo mondiale che finanzia la lotta all’Aids, malaria e tubercolosi e con l’occasione invita l’Italia a donare di più nonostante la situazione di crisi in cui sta vivendo.

“Chiunque vada nei Paesi africani e veda che il reddito è di cento dollari all’anno, si rende conto di quale pressione tutto questo comporti. Quando le persone ci appaiono lontane, non ci poniamo il problema. Ma ogni tre anni è bene ricordare al mondo che sta accadendo e che debbono sentirsi fieri della loro generosità (..)Tutti i governi devono fare i conti con budget limitati, e l’Italia non fa eccezione. Ma nel lungo periodo bisogna sapere che questi investimenti produrranno enormi benefici umanitari, a partire da quello di salvare milioni di vite umane. Lei ha totalmente ragione a porre la domanda, perché gli obiettivi sono di lungo periodo devono fare i conti con il numero dei profughi che entrano in Europa, e con i problemi dei Paesi confinanti con la Siria in guerra: queste sono esigenze acute. Ma bisogna farlo per tenere sotto controllo quelle malattie e dare tempo alla medicina di trovare nuovi rimedi. Il Global Fund è gestito bene e sta ottenendo risultati, anche se alcuni tardano più di quanto vorremmo. E continua il sogno nato a Genova nel 2001 di lottare contando su molte leadership, compresa quella italiana. Per questo ogni tre anni abbiamo deciso di rifinanziare il Fondo. E confidiamo che quanto facciamo sia reso noto. La mia fondazione contribuisce più di tutti, tra i donatori diversi dai governi. E nella riunione che avremo sabato in Canada, incrementeremo i contributi».

Con l’occasione, il patron di Microsoft, che in passato subì una causa milionaria con la Commissione Ue, esprime il suo punto di vista in merito all’eventualità che l’attuale scontro tra Bruxelles e colossi come l’Apple, possano in qualche modo frenare le attività realizzate dal Global Fund a livello globale. Gates definisce esagerato parlare di conflitti di cultura economica tra America ed Europa.

“Ho l’impressione che definire la situazione in questo modo sia esagerato. Gli Stati uniti sono in generale un po’ più capitalistici di alcuni Stati europei. Naturalmente c’è il problema di quanto debbano pagare di tasse sia singole persone che società. Ma l’Europa è largamente capitalistica e ha molte società innovative, come gli Usa. E dopo le scoperte che sono state fatte in questi anni, c’è la convinzione comune di dovere investire nel futuro. In passato si discuteva di comunismo contro capitalismo, e di come poteva pesare sulla vita delle persone: allora potevano esserci conflitti. Ma oggi il problema è come gestire i sistemi, proseguire sulla strada dell’innovazione, e avere equità. E’ una sfida costante”.

Fonte: Corriere della Sera