Big tech Usa, i più grandi possono diventare ancora più grandi?

3 Agosto 2020, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Philip Rae, Investment Specialist di Capital Group

La composizione e la concentrazione dell’indice S&P 500 è stato un argomento ampiamente discusso negli ultimi tempi, in quanto i titoli che rappresentano la parte alta dell’indice sono a un massimo degli ultimi 30 anni. L’S&P 500 è uno degli indicatori più utilizzati sull’azionario Usa, dato che rappresenta circa l’80% della capitalizzazione del mercato investibile.
In aggiunta, l’indice è ponderato in base alla capitalizzazione di mercato, i maggiori titoli hanno generalmente un impatto significativo sia sui rendimenti a lungo termine che sui movimenti giornalieri.

Il motore di questo aumento di concentrazione può essere attribuito al predominio di Internet e dei leader tecnologici. Queste aziende hanno fatto leva, su scala globale, sulle nuove tecnologie e su internet, alimentando la loro crescita e sconvolgendo lo status quo. Il gigante dei social media Facebook si è quotato nel maggio 2012, in quello che il più grande collocamento di una società tecnologica nella storia degli Stati Uniti; l’azienda è cresciuta rapidamente fino a diventare una delle più grandi al mondo.

Se l’internet moderno esiste dagli anni ’90, i progressi tecnologici hanno visto lo sviluppo dell’economia digitale e della digitalizzazione crescere in modo esponenziale nell’ultimo decennio, subendo un’accelerazione durante la pandemia globale. Molti modelli di business tradizionali e pratiche di settore sono stati modificati dalla crescente adozione delle tecnologie e dei servizi digitali, che possono offrire ai consumatori opzioni migliori, più pratiche e spesso più economiche.
Oggi, le transazioni in contanti stanno cedendo sempre più il passo ai pagamenti digitali, mentre i negozi fisici vedono i loro territori invasi dai rivenditori online e dalle piattaforme di shopping.

I FAAMG (Facebook, Amazon, Apple, Microsoft, Alphabet) sono società che hanno saputo cogliere con successo queste trasformazioni, sfruttando la tecnologia a loro vantaggio per costruire prodotti, servizi e piattaforme che soddisfino i desideri e le esigenze dei consumatori di oggi.
Di conseguenza, queste aziende sono arrivate a dominare anche il panorama degli investimenti negli Stati Uniti. Tutti e cinque i membri della famiglia FAAMG hanno concluso il mese di maggio come le prime cinque maggiori società dell’S&P 500 in termini di capitalizzazione di mercato.

Questa posizione dominante si riflette nei rendimenti degli investimenti. Se gli investitori avessero messo la stessa somma di denaro in un ipotetico indice FAAMG e in un indice S&P 500 ex-FAAMG un decennio fa, il valore dell’investimento nel FAAMG sarebbe aumentato di quasi nove volte l’importo originale. Al contrario, gli investimenti nell’indice S&P 500 ex-FAAMG sarebbero solo raddoppiati nello stesso arco di tempo. Ciò evidenzia la solidità dei rendimenti dei big tech.

I forti rendimenti delle azioni dei big tech, nel corso degli anni, hanno suscitato qualche preoccupazione sulla possibilità di una ripetizione della bolla tecnologica, che si verificò tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000. A differenza della bolla delle dot.com, tuttavia, la rapida ascesa dei FAAMG è stata trainata in gran parte da una forte crescita dei fondamentali: crescita dei ricavi, margini elevati, solidi flussi di cassa e utili in salita. Nel complesso, la crescita complessiva degli utili di tutte e cinque le società è stata in gran parte sincronizzata con i prezzi delle loro azioni.

Se da un lato le grandi società tecnologiche sono cresciute notevolmente in termini di scala e di influenza sull’indice, dall’altro non sono prive di rischi. La valutazione è un aspetto fondamentale, poiché valutazioni superiori alla media potrebbero contrarsi.
Un altro rischio che queste aziende si trovano ad affrontare è la possibilità di una maggiore regolamentazione. Il fatto che, con l’eccezione di Microsoft, esse debbano comparire davanti alla Commissione giudiziaria della Camera degli Stati Uniti nel quadro di una più ampia indagine per antitrust segnala una crescente pressione normativa mentre i legislatori fanno accertamenti sulla concorrenza. Tuttavia, per Facebook e Alphabet, che in passato hanno affrontato indagini simili, si potrebbe sostenere che questo rischio è già riflesso nelle valutazioni.
I cambiamenti nella tassazione sono un’altra potenziale fonte di rischio. Ad esempio, molti Paesi in Europa hanno o sono in procinto di implementare una tassa sui servizi digitali.

Più in generale, il contesto economico può essere considerato un’altra fonte di rischio potenziale. L’ultimo decennio ha coinciso con un’era di bassa crescita, bassi tassi di interesse, livelli di debito cronici e pressioni disinflazionistiche in molti mercati sviluppati a livello globale. In questo contesto, le società con capacità di generare una crescita sostenibile sono attraenti. I FAAMG sono stati premiati per la loro crescita dal mercato, attraverso forti rendimenti.

Il coronavirus ha modificato lo scenario di fondo

Negli ultimi mesi un altro fattore ha cambiato drasticamente il contesto economico – la pandemia globale da COVID-19. Con l’attuazione di politiche del lavoro da casa in tutto il mondo, le persone, le imprese e le comunità si affidano più che mai ai servizi e alle soluzioni digitali.
Data la natura del virus e le risposte del governo, ha rafforzato il predominio delle big tech nei principali servizi digitali. Inoltre, l’epidemia ha portato all’attenzione problemi che potrebbero influenzare le aziende e i prezzi delle azioni:

– Le dimensioni contano più che mai. La liquidità e l’accesso al capitale potrebbero diventare un problema, soprattutto per le aziende più piccole, che non hanno la forza finanziaria necessaria per far fronte ai forti impatti a breve termine sui ricavi.
Le perturbazioni causate dal COVID-19 hanno anche evidenziato l’importanza della digitalizzazione, raggiungendo i clienti senza una presenza fisica. Inoltre, le aziende di una certa entità e solidità finanziaria sono maggiormente in grado di investire per la crescita, anche in tempi difficili.

– Rivalutazione della leva finanziaria in un mondo a bassi tassi. Nonostante i tassi d’interesse bassi in molte economie sviluppate, i livelli di indebitamento hanno assunto un’importanza cruciale, soprattutto perché i fallimenti e le insolvenze continuano a crescere.
Le società che hanno utilizzato l’ingegneria finanziaria nel tentativo di blandire gli utili, utilizzando il debito per finanziare il riacquisto di azioni, o promotori seriali di acquisizioni che hanno assunto un debito eccessivo, stanno perdendo credibilità. Gli investitori sono sempre più concentrati sui bilanci, sulla liquidità e sulla gestione del rischio.

I fattori appena descritti sono per la maggior parte positivi per le big tech. L’accelerazione della digitalizzazione e i vantaggi dei modelli di business di scala e asset-light per le piattaforme internet sono risultati chiari. I FAAMG dispongono, inoltre, di bilanci solidi con riserve di liquidità in eccesso che vengono costantemente reinvestite per costruire dei nuovi vantaggi competitivi.
Sono quindi ben posizionate per resistere a un’economia globale più debole nel breve e nel medio termine. Inoltre, operano in aree con elevate barriere all’ingresso, hanno piani di crescita a lungo termine e opportunità di monetizzare servizi nuovi o esistenti che potrebbero sostenere i prezzi delle loro azioni e quindi il valore di mercato.
Crediamo che i più grandi potrebbero essere pronti a diventare ancora più grandi.