Bhp: la più grande società mineraria al mondo contro il climate change

24 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Svolta green per la più grande società mineraria al mondo. Bhp Group si adegua ai tempi e annuncia il taglio delle proprie emissioni di carbonio e quelle dei suoi clienti insieme ad un programma quinquennale di investimenti climatici per 400 milioni di dollari volti a sviluppare tecnologie a basse emissioni.

Ad annunciarlo ad una presentazione a Londra il ceo Andrew Mackenzie.

Al fine di ridurre le emissioni, dobbiamo assumere un ruolo di gestione del prodotto per le emissioni nella nostra catena del valore e impegnarci a lavorare con gli spedizionieri e gli utenti dei nostri prodotti. Queste emissioni sono generate dal trasporto, dalla trasformazione e dall’utilizzo dei nostri prodotti da parte dei clienti per soddisfare le esigenze di miliardi di persone e sono quasi quaranta volte superiori alle emissioni derivanti dalle nostre attività.

Dopo l’obiettivo a breve termine già esistente di limitare le emissioni del 2022 ai livelli del 2017, Bhp stabilirà un nuovo obiettivo per le emissioni delle proprie operazioni, questa volta a lungo termine:  zero emissioni entro la metà del secolo.

“Dobbiamo assumere una gestione etica (responsabile) per le emissioni in tutta la nostra catena di valore e impegnarci a lavorare con gli spedizionieri, i trasformatori e gli utenti dei nostri prodotti per ridurre le emissioni di portata 3″.

Le emissioni sono suddivise in categorie. Nella categoria  1 e 2 rientrano le emissioni dirette di un’organizzazione e le emissioni indirette generate dall’energia elettrica che acquista per gestire le sue operazioni. Le emissioni dell’ambito 3 sono causate invece dall’utilizzo dei prodotti di un’azienda, ad esempio nell’industria siderurgica o quando vengono spediti ai clienti.

L’amministratore delegato della più grande società mineraria del mondo ha approvato così un’azione drastica per combattere il riscaldamento globale, che egli definisce “indiscutibile”, una crisi emergente.

“Il pianeta sopravviverà ma molte specie non possono sopravvivere (…) Il riscaldamento globale richiede una “risposta globale coordinata” e nessuna soluzione unica potrebbe combatterlo. Noi sosteniamo un prezzo del carbonio, ma non basta (…) Tutti gli emettitori, le società di risorse, i clienti e i consumatori devono fare la loro parte insieme ai governi per affrontare la sfida climatica”.