Bernanke: più banchieri dovevano finire in carcere

5 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Alcuni dei corresponsabili della crisi finanziaria piu’ grave dai tempi della Grande Depressione sono ancora a piede libero. Un numero superiore di banchieri e dirigenti aziendali che quella crisi hanno contribuito a creare dovrebbero stare infatti in carcere in questo momento.

Non sono le dichiarazioni di un attivista del movimento Occupy Wall Street, bensi’ quelle di Ben Bernanke, ex Presidente della Federal Reserve, che in un’intervista a USA Today ha offerto un insight del suo libro di memorie di prossima pubblicazione, “The Courage to Act: A Memoir of a Crisis and its Aftermath”. Il testo, che ripercorre la vita del banchiere, dal periodo precedente la nomina al timone della Fed alle note vicende finanziarie del 2008-2009, è ricco di curiosi aneddoti personali sull’infanzia dell’economista, trascorsa in una piccola cittadina della Carolina del Sud.

Secondo l’ex numero uno della Federal Reserve, il Dipartimento di Giustizia americano è troppo concentrato a infliggere sanzioni alle società finanziarie e imporre multe ingenti, mentre non fa sforzi sufficienti per punire i singoli individui responsabili. Ovviamente, sottolinea Bernanke, i banchieri che non hanno commesso alcuna frode e che non hanno agito illegalmente devono rimanere fuori da tutti ciò. Non si puo’ fare di un’erba un fascio.

Grandi lodi invece, senza sorprese, vengono fatte al piano di emergenza adottato dalla Federal Reserve, senza il quale gli Stati Uniti sarebbero sprofondati in una recessione economica in stile 1930. Gli anni della Grande Depressione.

(Aca-DaC)