BERLUSCONI: ELEZIONI, ELEZIONI, ELEZIONI

14 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 14 giu – “La soluzione l’abbiamo già proposta ed è quella che ci chiede la gente: elezioni, elezioni, elezioni”. All’assemblea di Confartigianato il leader della Casa delle libertà Silvio Berlusconi dichiara i suoi intenti in vista dell’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fissato per mercoledì 20, quando salirà al Quirinale insieme ai leader di An e Lega Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Il voto, secondo Berlusconi, è la strada per uscire dalla crisi: “Noi lo ribadiremo – ha detto – consapevoli del fatto che il presidente della Repubblica non può sciogliere le Camere se esiste una maggioranza o una parvenza di maggioranza, pur realizzata in un Senato dove la sinistra utilizza i voti dei senatori a vita con una quasi paralisi nelle commissioni”. Il capo dell’opposizione attacca il premier Romano Prodi, assente dall’assemblea degli artigiani, per “paura di nuove contestazioni”. E aggiunge: “Mi aspetto che Napolitano decida su quali interventi fare che sono nelle sue possibilità anche per reagire a quanto succede dopo che al suo appello al dialogo e alla collaborazione questo governo ha risposto con prepotenza e arroganza”. “Credo che sia doveroso da parte nostra – ha spiegato ancora Berlusconi – rappresentare al presidente della Repubblica la situazione come noi la vediamo e come secondo noi è percepita dalla maggioranza degli italiani”. Secondo l’ex presidente del Consiglio ci vuole “un governo in sintonia con la maggioranza dei cittadini” e che rispecchi i risultati delle amministrative e “tutti i sondaggi, secondo cui Prodi – ripete Berlusconi – con la fiducia al 26 per cento rappresenta un quarto degli italiani mentre io sono al 60,1 per cento”. Il leader azzurro ha poi commentato i dati sull’evasione (secondo l’agenzia delle entrate pari a un quinto del Pil): “Questi dati non sono certi. Noi siamo comunque convinti che per combattere l’evasione fiscale si debba ridurre la pressione fiscale, avere delle aliquote giuste, affinché i contribuenti siano onesti. Esattamente il contrario di ciò che vuole fare la sinistra che parla addirittura di voler controllare le spese dei cittadini oltre una certa cifra. Addirittura – osserva l’ex premier – qualcuno ha parlato di una cifra sopra i mille euro, e che porterebbe l’Italia ad essere uno stato di polizia fiscale e di polizia tributaria”.