Berlusconi annuncia il ritiro dalla politica. Ma chi gli crede?

8 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Non a Palazzo Chigi né al Colle, ma “padre nobile” del centrodestra. Silvio Berlusconi annuncia il suo ritiro, nel 2013 non si candiderà, al suo posto ci sarà Angelino Alfano. “Il candidato Premier del centrodestra sarà Alfano” dice a Repubblica, ammettendo la tentazione di lasciare già ora.

Ma niente dimissioni prima che finisca la legislatura, nessun governo tecnico: “Non c’è nessuna possibilità che nasca un esecutivo del genere, anche i leghisti dove vuole che vadano? Tutti quelli che si staccano fanno una brutta fine. Pensate a Fini e Casini”. Ma in prospettiva il cambio c’è, del resto le nuove generazioni “capiscono che io e Umberto” Bossi “prima o poi dobbiamo essere sostituiti”.

Anche se c’è “una piccola differenza” tra Pdl e Lega, dove “ci sono tanti giovanio di valore come Reguzzoni o Cota ma non hanno ancora trovato il successore di Bossi”. Il Cavaliere dice non pensare al Colle, “non è per me, al Quirinale ci andrà Gianni Letta. E’ la persona più adatta”, lui punta a fare “il padre nobile” del centrodestra, “cercherò di costruire il Ppe in Italia. Ma a 77 anni non posso più fare il Presidente del Consiglio”. Ma oggi resta molto da fare, in primis c’è la manovra, che il Premier annuncia sarà modificata, “la modificheremo: correggeremo il super bollo sulle autovetture e qualcosa sulle tasse la faremo”, se Tremonti protesta vale la line che “il fatturato in politica è composto di consenso e voti”.

Al ministro dell’Economia il Premier rimbrotta di muoversi solo, “è l’unico che non fa gioco di squadra. Lo sopporto perché lo conosco da tempo e va accettato così”. Berlusconi smonta le inchieste in corso, dalla p4 – “è tutta roba che finirà nel nulla” e “quel Bisignani non l’ho mai conosciuto”, quanto a Letta “posso metterci la mano sul fuoco -, alle intercettazioni relative alla vecchia inchiesta sul crollo di Hdc sulla presunta struttura Delta, “se fosse vero sarebbe una struttura di coglioni” visto che la Rai “ci è sempre stata contro”.

(TMNews) – Silvio Berlusconi annuncia il suo ritiro, nel 2013 il candidato premier del centrodestra sarà Angelino Alfano. L’opposizione chiede un passo indietro subito, ma il premier intanto procede e vede il ministro dell’Economia Tremonti, a colazione, per definire l’agenda. Il Cavaliere parla con Repubblica. Per lui “un’amichevole conversazione” che il quotidiano “trasforma in intervista”, ma la sostanza non è smentita.

Confessa la tentazione di lasciare subito ma è nel 2013 che si farà da parte, “il candidato premier del centrodestra sarà Alfano”, lui punta a fare “il padre nobile”, per lavorare ad un “Ppe italiano”. Ora, però, si va avanti, “non c’è nessuna possibilità che nasca un esecutivo del genere, anche i leghisti dove vuole che vadano”, Tutti quelli che si staccano fanno una brutta fine. Pensate a Fini e Casini”. Ma in prospettiva il cambio c’è, del resto le nuove generazioni “capiscono che io e Umberto” Bossi “prima o poi dobbiamo essere sostituiti”. Il Cavaliere dice non pensare al Colle, “non è per me, al Quirinale ci andrà Gianni Letta. E’ la persona più adatta”.

Ma oggi resta molto da fare, in primis c’è la manovra, che il Premier annuncia sarà modificata, “correggeremo il super bollo sulle autovetture e qualcosa sulle tasse la faremo”, se Tremonti protesta vale la line che “il fatturato in politica è composto di consenso e voti”. Al ministro dell’Economia il Premier rimbrotta di muoversi solo, “è l’unico che non fa gioco di squadra. Lo sopporto perché lo conosco da tempo e va accettato così”.

A Berlusconi le opposizioni chiedono un passo indietro subito, il segretario Bersani chiede al Premier di dimettersi e ironizza: “Mi pare che per gli italiani non abbia molta credibilità neanche per i prossimi giorni, figuriamoci per quello che promette o annuncia per i prossimi anni”. Stessa richiesta dall’Idv con Massimo Donadi, “il governo di fatto non c’è più, non esiste la coalizione, la maggioranza, tale solo in parlamento e neanche sempre, è lacerata, perché aspettare?”.