Bce, stretta su npl potrebbe compromettere ripresa italiana

6 Ottobre 2017, di Livia Liberatore

Lo scorso mercoledì la Banca Centrale europea ha messo in consultazione un documento di integrazione alla normativa sui crediti deteriorati. Il testo è un addendum alle linee guida sugli Npl diffuse dalla Bce a marzo 2017. L’addendum non è vincolante ma alle banche viene richiesto di motivare qualsiasi allontanamento dalla norma. L’obiettivo dell’istituto di credito europeo è evitare un accumulo di NPE (non performing exposures) in futuro.

A partire da gennaio 2018 la Bce si aspetta che le banche coprano integralmente la quota non garantita dei nuovi crediti deteriorati, al massimo dopo due anni, e che entro sette anni arrivino a coprire anche la quota garantita. La norma riguarda le nuove sofferenze sviluppate a partire dal 2018 ma la previsione è di regolare anche gli Npl già accumulati. Entro i primi tre mesi del 2018 ci si attende che la Vigilanza bancaria della Bce presenti le sue ipotesi su ulteriori politiche per fronteggiare le quote di Npl in essere.

Le nuove regole potrebbero colpire soprattutto i sistemi bancari con più crediti deteriorati, come quello italiano che deve smaltire 240 miliardi di sofferenze. Anche se gli istituti del Paese mostrano miglioramenti, la NPE ratio, il rapporto fra crediti deteriorati e il totale dei crediti erogati per le banche italiane, è ancora attestato sul 16%. Il report della Bce ha raccolto già le critiche di chi ritiene che possa frenare il credito mentre il Paese si avvia sulla strada della ripresa. Il segretario del Pd Matteo Renzi ha definito le linee guida “una scelta folle e suicida“.

Secondo una fonte citata da Reuters, la posizione di Bankitalia è cauta. Dalla Banca si auspicano modifiche al testo per tenere conto che ci sono differenze tra i Paesi coinvolti da queste regole, sia per la fase del ciclo economico che stanno attraversando che per i tempi di recupero dei crediti nei tribunali. Il procedimento prefigurato dalla Bce potrebbe infatti subire ritardi a causa dell’inefficienza dei tribunali, situazione di cui le istituzioni europee sarebbero a conoscenza. Bankitalia pensa a una versione dell’addendum che esenti dall’applicazione delle nuove regole i crediti assistiti da garanzia e limiti l’applicazione solo ai flussi di nuovi crediti.