Bce: Pil Italia +10% con riforma lavoro

19 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

FRANCOFORTE (WSI) – Una riforma del lavoro e del mercato dei prodotti in Italia porterebbe anche a un incremento del Pil del 10%. Sono le stime della Bce, che torna a spronare il nostro paese a varare riforme strutturali.

“Sono cruciali per migliorare la crescita potenziale”, si legge nell’ultimo bollettino economico. La banca sottolinea come siano disponibili diversi studi sui possibili impatti delle riforme.

“In caso di interventi significativi su lavoro e mercati dei prodotti, che allineassero l’Italia alle best practices, sul lungo termine il Pil potrebbe aumentare di oltre il 10 per cento”.

E “attuare entrambe queste riforme simultaneamente – aggiunge Francoforte – potrebbe fruttare benefici anche più ampi in termini di Pil”.

La Banca centrale europea ha rilevato che in Italia e Belgio “continua ad esserci una deviazione significativa dallo sforzo strutturale richiesto dalla regola sul debito”. E più in generale, nel capitolo di analisi sui conti pubblici contenuto nel bollettino economico l’istituzione mette in guardia dal rischio che proprio la regola sul debito “venga accantonata”.

Guardando all’Italia, “il miglioramento pari a 0,2 punti di Pil atteso dall’Italia sul bilancio strutturale 2015 resta inferiore ai 0,4 punti di Pil che erano stato raccomandati dall’Eurogruppo, e riflette una riduzione delle spese per interessi. Lo sforzo di 0,2 punti di Pil del Belgio è invece in linea con gli impegni con l’Eurogruppo”. Tuttavia “sia in Italia che in Belgio – rileva la Bce – continua ad esserci una deviazione significativa dallo sforzo strutturale richiesto dalla regole sul debito”.

Questa regola sul debito, che fa parte del Patto di stabilità e di crescita, prevede che i Paesi in cui supera il 60 per cento del Pil debbano procedere ad una progressiva e consistente riduzione. Quello che questo avrebbe voluto dire per l’Italia lo ha recentemente spiegato il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici: una correzione da 2 punti di Pil sui conti. L’Ue ha però giudicato inopportuno pretendere una manovra di questa portata nella situazione economica attuale, anche alla luce delle riforme strutturali messe in campo dall’Italia.

La Bce sembra pensarla diversamente. Guardando al quadro generale di tutta l’area euro “per rafforzare la fiducia nel sistema è importante che il Patto sia attuato pienamente e coerentemente. In particolare, esiste un rischio che la regola sul debito venga accantonata”.

Invece “serviranno ulteriori aggiustamenti strutturali – afferma l’istituzione guidata da Mario Draghi nel suo bollettino economico – per riportare l’incidenza del debito su un percorso di riduzione”.

(DaC)