Bce: nuovi acquisti titoli del Pepp termineranno a marzo, tassi fermi ai minimi

16 Dicembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Nell’ultima riunione di politica monetaria del 2021 la Bce ha deciso che nel corso del primo trimestre del 2022 prevede di effettuare acquisti netti di attività nell’ambito del programma di acquisto di titoli per l’emergenza pandemica (PEPP) a un ritmo inferiore rispetto al trimestre precedente.

Gli acquisti netti termineranno alla fine di marzo 2022 mentre l’orizzonte di reinvestimento è previsto  fino almeno alla fine del 2024. In ogni caso, il futuro roll-off del portafoglio PEPP sarà gestito per evitare interferenze con l’orientamento di politica monetaria appropriato.

Per quanto riguarda il livello dei tassi di interesse nella zona euro la Bce ha confermato i saggi nel range 0-0,25% che coincide con i minimi storici.

Per quanto riguarda il piano di quantitative easing, la Bce ha deciso, che per garantire che l’orientamento di politica monetaria rimanga coerente con l’inflazione che si stabilizza al suo obiettivo nel medio termine, di aumentare progressivamente gli acquisti di titoli ad un ritmo di acquisto netto mensile di € 40 miliardi nel secondo trimestre 2022 e 30 miliardi di euro nel terzo trimestre. Da ottobre 2022, gli acquisti torneranno ad un ritmo mensile di 20 miliardi di euro per tutto il tempo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei suoi tassi ufficiali.
La Bce prevede che gli acquisti netti termineranno poco prima di iniziare ad aumentare i tassi di interesse.

In ogni caso Francoforte intende inoltre continuare a reinvestire integralmente il capitale dei titoli in scadenza acquistati nell’ambito del qe per un lungo periodo di tempo oltre la data di inizio dell’aumento dei tassi di riferimento e, in ogni caso, fino a quando necessarie per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

Banche centrali in azione

La Bce non è l’unica banca centrale ad avere intrapreso delle misure per fare fronte alla crescita dell’inflazione. Questa mattina la Banca d’Inghilterra ha alzato i tassi di interesse in Gran Bretagna dal minimo storico dello 0,1% allo 0,25%, ritenendo che le pressioni rialziste sull’inflazione siano superiori ai rischi all’economia derivanti dalla nuova variante.
Anche la Banca centrale norvegese ha alzato oggi i tassi di interesse nel paese portandoli allo 0,5% e ha segnalato altri rialzi, presumibilmente a cominciare da marzo 2022.
In Svizzera la Swiss National Bank ha lasciato tutto invariato (tassi allo -0,75%), e ha sottolineato la sopravvalutazione del franco, sul quale si è riservata di intervenire, e l’incertezza comportata dal Covid, con la nuova variante a peggiorare il quadro di fondo.

Ieri sera la Federal Reserve ha deciso di aumentare il tapering e ha annunciato un possibile rialzo dei tassi di interesse negli Usa nella seconda metà del 2022. La Fed ha lasciato intendere che sarà quanto mai cauta e attenta a non indisporre i mercati, e segnalerà attentamente e in anticipo ogni sua mossa.