Bce: nuove contromisure non sono un tabù, occhio ai dati in settimana

23 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: venerdì listini azionari in forte calo con marcato allargamento degli spread (quello spagnolo sopra i 600 pb).

Il nervosismo sui mercati ha cominciato ad intensificarsi dopo l’esito dell’Eurogruppo. I ministri si sono infatti accordati per concedere alla banche spagnole un finanziamento fino a 100 Mld€ attraverso il fondo Frob. I due fattori che probabilmente hanno acuito le tensioni sono stati : 1) esplicito richiamo all’onere di tale prestito a carico del governo spagnolo; 2) assenza di discussione del tema fondo salva spread.

La regione di Valencia, la seconda più indebitata nell’ambito spagnolo, ha manifestato l’intenzione di chiedere aiuti che, secondo indiscrezioni di stampa, potrebbero aggirarsi intorno ai 2Mld€. Gli aiuti sarebbero forniti dall’apposito fondo governativo recentemente costituito e dotato di 18Mld€. Nel corso del week end è arrivata l’indiscrezione che anche altre regioni potrebbero seguire l’esempio di Valencia, tra cui Murcia. L’attenzione degli operatori è rimasta in parte focalizzata anche sull’evoluzione del tema Grecia.

La Bce ha annunciato che non accetterà titoli di stato ellenici come collaterale fino a quando la Troika non si pronuncerà sul risanamento di Atene. Ricordiamo che la Troika inizierà la sua missione domani.

Il settimanale tedesco Der Spiegel ha riportato dichiarazioni di membri ufficiali Ue secondo cui il Fmi non sarebbe disposto a partecipare ad eventuali ulteriori paini di aiuti alla Grecia. Il ministro dell’economia tedesco della Spd poi ha dichiarato che non è escluso una fuoriuscita della Grecia dall’area.

In tale contesto, in un’intervista a Le monde il presidente della Bce Draghi ha dichiarato che la Bce non ha tabù in merito ad eventuali azioni di politica monetaria, concludendo che “se constateremo rischi di deflazione .., entreremo in azione”. Su questo punto sarà importante l’aggiornamento sull’inflazione tedesca di luglio attesa per il prossimo venerdì. Oltre a ciò sarà da monitorare il dato sull’Ifo tedesco oltre all’esito delle aste di titoli a breve termine in Italia e Spagna.

Il MEF ha annunciato per mercoledì prossimo un’asta di concambio che vedrà il MEF stesso acquirente di titoli legati all’inflazione.

Negli Usa l’indice S&P500 ha chiuso la settimana con un progresso dello 0,43% malgrado il calo dell’1% dello scorso venerdì. Pesa l’acutizzarsi della crisi in area Euro accanto a indiscrezioni riportate dall’agenzia Xinhua secondo cui la Cina non allenterà le politiche restrittive sul comparto immobiliare per impedirne un’impennata dei prezzi. Inoltre, durante il fine settimana, Son Guoqing, membro della banca centrale del paese, ha dichiarato che la crescita del pil potrebbe attestarsi al 7,4% nel trimestre in corso. L’intensificarsi delle tensioni in area euro mantiene ancora aperto l’esito del prossimo meeting Fed dell’1 agosto.

Williams, membro votante del board, in un’intervista ad Ft ha dichiarato che l’opzione del QE3 sarà sul tavolo nel corso di tale incontro, aggiungendo inoltre di preferire un piano di acquisti riservato ai soli titoli aventi come sottostante i mutui. In settimana atteso il dato preliminare del pil del secondo trimestre.

Valute: euro in deciso deprezzamento vs dollaro nella seduta di venerdì sulla scia delle forti tensioni sui titoli periferici dell’Area, in particolare la Spagna. Durante la notte si è intensificato il movimento con il cross che si è portato per la prima volta sotto quota 1,21 da giugno 2010. Supporto principale in area 1,20 e resistenza a 1,2160.

Da segnalare che, stando agli ultimi dati del CFTC, le posizioni nette corte di euro rimaste stabili rispetto alla settimana precedente.

La debolezza dei listini asiatici ha portato ad un deciso apprezzamento dello yen sia vs dollaro sia vs euro, con il cross vs quest’ultimo sceso ai minimi da novembre 2000 sotto quota 95. Supporto in area 94 e prima resistenza a 95,60. Il movimento degli ultimi giorni non ha lasciato indifferente il governo nipponico che, tramite il vice-ministro della finanze Igarashi, ha dichiarato di essere pronto ad intervenire per stemperare l’eccessiva volatilità.

Materie Prime: chiusura di settimana tendenzialmente negativa per le principali materie prime penalizzate dall’apprezzamento del dollaro legato al clima di avversione a rischio che si è venuto a creare sui mercati. Particolarmente penalizzati i metalli industriali, guidati dall’alluminio (-2,7%), su timori di un ulteriore rallentamento del settore immobiliare cinese.

Negativi anche gli energetici su prese di profitto dopo il forte rialzo settimanale.

In rialzo i cereali con i timori sulla produzione che si stanno estendendo anche all’India. Questa mattina il calo delle commodity sta però interessando anche tale comparto.

In lieve rialzo i metalli preziosi. Da segnalare che per la sesta settimana consecutiva (+4,7%) gli speculatori hanno incrementato le posizioni che puntano ad un rialzo dei prezzi delle materie prime. Rialzo più marcato se si considerano le posizioni sulle agricole (8,3%), ai massimi da settembre 2011.

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