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BCE non delude le attese e lascia i tassi invariati. Tutto rinviato a settembre

La Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso oggi di mantenere invariati i tassi d’interesse, interrompendo la serie di tagli effettuati nei precedenti quattro incontri di politica monetaria. Una scelta prudente, motivata da un contesto economico ancora incerto e, soprattutto, dalla crescente tensione commerciale tra Unione Europea e Stati Uniti.

I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%, rispettivamente.

L’istituto centrale guidato da Christine Lagarde ha confermato in un comunicato che “l’ambiente resta eccezionalmente incerto, in particolare a causa delle dispute commerciali”.

BCE: una tregua dopo quattro tagli consecutivi

Nel corso del 2025, la BCE aveva progressivamente abbassato il tasso sui depositi dal 3% di gennaio al 2% di giugno, proseguendo un percorso iniziato l’anno scorso quando i tassi erano al massimo storico del 4%. Tuttavia, nonostante l’inflazione nell’area euro sia rientrata nel target del 2% lo scorso mese, gli analisti si aspettavano un atteggiamento più attendista a luglio, alla luce dell’instabilità geopolitica.

Al centro delle preoccupazioni, l’accordo commerciale UE-USA, che deve essere raggiunto entro la fine del mese. Tra gli scenari peggiori in discussione, figura l’imposizione di un dazio base del 15% su tutte le importazioni europee negli USA, con possibili contromisure da parte dell’Unione.

Nel 2024, il commercio bilaterale di beni tra UE e Stati Uniti ha raggiunto i 503 miliardi di euro: si tratta del principale rapporto economico estero per l’Europa. Un’escalation tariffaria potrebbe incidere fortemente sulla crescita e sulla stabilità dei prezzi.

La fase “neutrale” dei tassi

Secondo la presidente della BCE Christine Lagarde, intervenuta al Forum annuale di Sintra a fine giugno, la politica monetaria sta entrando in una fase di equilibrio: l’obiettivo è ora individuare un tasso d’interesse “neutro”, ovvero né espansivo né restrittivo per l’economia.

Anche Philip Lane, capo economista della BCE, ha recentemente dichiarato che il ciclo di disinflazione può dirsi “praticamente concluso”, pur sottolineando la necessità di restare vigili rispetto ai rischi futuri.

Prossime decisioni rimandate a settembre

Secondo Julien Lafargue, chief market strategist di Barclays Private Bank, la BCE adotterà un atteggiamento prudente fino alla pubblicazione delle nuove previsioni su crescita e inflazione, attese per settembre. Fino ad allora, sarà improbabile un nuovo intervento sui tassi.

Lafargue ha anche indicato che i mercati si concentreranno ora sul messaggio della BCE riguardo l’apprezzamento dell’euro, che potrebbe avere un effetto deflattivo riducendo il costo delle importazioni.