Bce: “non abbiamo tabù”, QE senza limiti

27 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – Sulla carta il programma di Quantiative Easing europeo non ha limiti. A dirlo è il chief economist della Bce, secondo cui la banca centrale “non ha tabù” in questo senso.

Le parole di Peter Praet, pronunciate in un’intervista all’agenzia AFP, fanno eco a quelle di Draghi che non ha escluso che il piano di allentamento monetario straordinario venna potenziato già a dicembre.

L’istituto centrale, Bundesbank e falchi permettendo, potrebbe addirittura iniziare a comprare titoli azionari e crediti direttamente dalle banche, per stimolare l’economia reale che ancora non ha ricevuto gli effetti positivi del QE come le autorità speravano.

Il blocco a 19 non è più in una fase di recessione, ma a preoccupare è l’inflazione cosiddetta ‘core’ (che esclude dal paniere gli elementi volatili come cibo ed energia), è su livelli pari alla metà di del valore che dovrebbe avere. E la crescita economica è modesta per essere generosi.

Il programma QE è stato lanciato in gennaio, sei anni dopo gli Usa e il Regno Unito. “Il direttivo ha dato un messaggio molto forte: è pronto a passare ai fatti”, ha detto Praet.

“Il presidente ha chiesto di riesaminare gli strumenti a disposizione per provare ad avere una riflessione a 360 gradi”. Praet ha concluso annunciando che “a dicembre prenderemo una decisione alla luce delle previsioni dello staff macroeconomico”.

Nel suo rapporto mensile, la Bce ha osservato una battuta d’arresto per la ripresa del credito bancario nell’area euro, in particolare per le imprese, che a settembre hanno assistito ad un netto indebolimento. In frenata anche il credito al consumo mentre sui mutui per l’acquisto di immobili si sono visti lievi miglioramenti.

L’aggregato monetario M3 ha evidenziato un tasso di crescita su base annua del 4,9 per cento, lo stesso valore di agosto. Guardando alle varie componenti, il credito alle famiglie ha segnato un più 1,5%, dal più 1,4% del mese precedente. I dati depurati dagli effetti di cessioni e cartolarizzazioni indicano un più 1,1% a settembre dal +1% di agosto.

L’aumento però riflette esclusivamente la dinamica dei mutui per l’acquisto di casa, al +1,8% dal +1,6% di un mese prima. Il credito al consumo si è infatti attestato al +2,5% rispetto al +2,6% di un mese prima.

Più netto l’indebolimento sul credito alle imprese, con una crescita ridotta allo 0,1 per cento a fronte del progresso dello 0,4% di un mese prima. La flessione riflette soprattutto i finanziamenti di breve termine, con scadenza entro 12 mesi si sono attestati al +2,7% dal +0,2% del mese precedente.

L’andamento titubante del credito bancario è un ulteriore argomento a favore di un potenziamento delle misure di stimolo monetario della stessa Bce. La scorsa settimana il presidente Mario Draghi ha preannunciato che a dicembre l’attuale piano verrà essere “rivisto”, creando forti aspettative di un rafforzamento del quantitative easing che attualmente procede al ritmo di 60 miliardi di euro al mese per un valore complessivo di mille e cento miliardi.

Fonte: Afp

(DaC)