Bce, Draghi ha fatto una magia (e regalo alla Germania)

8 Dicembre 2016, di Daniele Chicca

Con le decisioni, senza per la verità grandissime sorprese, prese dal board della Bce, il board è riuscito nell’impresa di fare il primo passo verso il tapering, ovvero la riduzione della portata, del bazooka monetario senza però mai dirlo espressamente e, anzi, dando l’idea di allungare le misure accomodanti e dare maggiore flessibilità di azione alla Bce. È una magia, secondo alcuni analisti.

A maggior ragione perché arriva in un momento particolarmente critico per l’Italia e per le sue banche. Alla vigilia della riunione, una delle più attese dell’anno, Mario Draghi si trovava di fronte a un dilemma: potenziare il piano oppure fare accenno al tapering dello stesso con tanto di reazione negativa dei mercati? Draghi ha trovato il modo giusto per vendere l’idea che non si tratta di una riduzione progressiva del piano bensì, solo di un’allargamento del margine di manovra.

Secondo gli analisti di Union Investment, la mossa di Draghi è stata “molto, molto intelligente”. “Abbassare il volume di acquisti, abbandonando il limite del -0,4% e ampliare il raggio di azione degli acquisti di bond dovrebbe portare a un irripidimento della curva dei rendimenti, con la parte breve della curva che dovrebbe continuare a salire”.

È proprio quello che sta accadendo sui mercati (segui live blog di Wall Street Italia), dove i Bund a breve termine continuano a correre, ampliando il gap tra i tassi a 5 anni e quelli a 30 anni ai massimi in otto anni. I tassi sui Btp decennali scambiano al 2%. Le modifiche al piano sono in sintesi da considerare positive per l’azionario – specialmente per bancari, assicurativi e gruppi esportatori, visto il calo dell’euro – mentre sono “negative per i tassi obbligazionari ma non poi così tanto“, dice Frank Engels, a capo della divisione di reddito fisso di Union Investment, braccio degli investimenti del gruppo DZ Bank.

L’indice di riferimento delle Borse europee Eurostoxx 600 guadagna più di un punto percentuale, allungando a quattro la seduta di strisce positive e salendo ai massimi da gennaio. Il settore bancario guadagna più dell’1,7%. Il Dax di Francoforte ha toccato i massimi di un anno, superando quota 11mila punti per la prima volta da dicembre 2015. Il CAC francese, che insieme al listino italiano Ftse MIB è entrato in fase di mercato toro i primi di dicembre, è pure salito sui massimi di un anno.

Negli Stati Uniti, intanto, dopo un avvio in sordina, Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq hanno tutti raggiunto record assoluti nella mattinata americana. Sul valutario l’euro si indebolisce dell’1% sul dollaro. Secondo gli analisti di State Street c’è da aspettarsi che l’euro “continui a indebolirsi”. La moneta unica è destinata a testare i minimi storici recenti.