BCE: dopo stop estivo, torna a riunirsi giovedì. Cosa si aspettano gli analisti

8 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Dopo la pausa estiva, torna a riunirsi la Banca centrale europea. L’appuntamento è per giovedì 10 settembre. Le attese degli analisti sono per un nulla di fatto sul fronte della politica monetaria ma sono attese nuove misure per stimolare l’economia del Vecchio continente alle prese con il forte rallentamento della congiuntura.

Il consiglio direttivo, stando al consensus di mercato, dovrebbe rimanere alla finestra alla luce delle persistenti incertezze circa le prospettive economiche. Il tasso principale dovrebbe restare fermo a zero, quello sui depositi a -0,50% e quello sui prestiti marginali allo 0,25%.

Nuove misure di stimolo per l’economia

Tuttavia secondo le attese degli economisti sentiti da Bloomberg, nella riunione di giovedì la BCE si preparerebbe ad annunciare nuove misure di stimolo in autunno, in particolare un rafforzamento del piano pandemico (PEPP) da 1.350 miliardi di euro ed una estensione della durata degli acquisti di titoli di Stato.

Ed è pertanto possibile che un accenno potrebbe arrivare dalla presidente Christine Lagarde nella conferenza stampa che seguirà.

L’Eurotower, stando alle stime prevalenti, potrebbe annunciare un aumento del PEPP di 350 milioni di euro a partire dal mese di dicembre ed una estensione della scadenza del piano di acquisti asset di sei mesi a tutto il 2021.

Attenzione anche all’inflazione e all’Euro

L’attenzione del mercato sarà poi concentrata sulle nuove proiezioni sulla crescita e l’inflazione. E sul recente apprezzamento dell’euro. Ci si chiede a tal proposito se Lagarde seguirà la strada del suo predecessore Mario Draghi, che ha sempre guardato con sospetto al rapido apprezzamento della moneta unica per via delle possibili conseguenze negative dell’economia.

Per quanto riguarda l’inflazione, a preoccupare i banchieri è anche l’andamento dei prezzi, che certifica una ricaduta in deflazione ed un allontanamento da quel target di stabilità che è alla base del mandato.

Il numero due della BCE, Luis de Guindos, ha di recente cercato di allentare le preoccupazioni, affermando che i prossimi dati segnaleranno un calo nel breve ma si prevede un “rimbalzo” nel 2021.

E sempre a proposito dell’inflazione, gli analisti di Pimco, hanno sottolineato:

“Nel recente verbale della riunione di luglio il fulcro del dibattito si è spostato dalla stabilizzazione del mercato alla stabilità dei prezzi a medio termine, in linea con le condizioni più tranquille dei mercati finanziari. Le previsioni sull’inflazione HICP della BCE di giugno sono inferiori all’1% nel 2020, 2021 e 2022.

In altre parole, la BCE ritiene che la traiettoria dell’inflazione sottostante sia storicamente debole. Le nuove proiezioni macroeconomiche trimestrali saranno pubblicate giovedì, ed è improbabile che dipingano un quadro radicalmente diverso rispetto ai numeri di giugno.

Ciò implica che gli acquisti di titoli attraverso il programma PEPP rimarranno in vigore per un considerevole periodo di tempo e suggerisce un’altra estensione nel corso di quest’anno, finché le prospettive di inflazione non convergeranno maggiormente verso la traiettoria pre-pandemica”.