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Christine Lagarde è già atterrata in Italia, precisamente a Firenze, per la due giorni che partirà domani e vedrà come di consueto annunciare la nuova decisione sui tassi d’interesse. Cambia la sede, un palazzo rinascimentale della Banca d’Italia che ospita la riunione “in trasferta”, ma non la sostanza della politica monetaria che dovrebbe confermare la pausa dei tassi europei al 2%.
La riunione BCE giovedì a Firenze
In particolare, secondo gli analisti, la BCE giovedì dovrebbe tenere fermi i tassi a Firenze.
“Grazie al fatto che a settembre l’inflazione si è mantenuta vicina all’obiettivo del 2%, nel corso della riunione di giovedì la BCE non dovrebbe modificare la sua politica monetaria – spiega François Rimeu, Senior Strategist di Crédit Mutuel AM – Con ogni probabilità la Presidente Christine Lagarde ribadirà che la banca centrale interverrà soltanto in caso di deviazioni significative e durature rispetto all’obiettivo d’inflazione del 2%, sottolineando che un piccolo allontanamento da questa cifra non giustificherebbe necessariamente un intervento sui tassi d’interesse di riferimento. Il tasso sui depositi presso la banca centrale dunque dovrebbe rimanere al 2%, sostenuto da una crescita solida e da un’inflazione sotto controllo”.
Il prossimo taglio ai tassi nel 2026
Il prossimo intervento al ribasso sui tassi, invece, potrebbe arrivare nel 2026.
“Quella di questa settimana ci aspettiamo sarà una riunione interlocutoria, mentre quella del prossimo 18 dicembre sarà di maggiore rilievo, in quanto verranno diffuse le nuove previsioni macroeconomiche dello staff, estese per la prima volta fino al 2028 – Luke Copley, Fixed Income Client Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments -Per il prossimo anno, le prospettive sembrano orientarsi più verso una riduzione che verso un aumento dei tassi. Le previsioni di consenso sull’inflazione indicano che l’indice dei prezzi al consumo dell’area euro (CPI) potrebbe scendere al di sotto del target nella prima metà del 2026, complice l’effetto base legato principalmente all’energia. Se a ciò si dovesse aggiungere un contesto economico generale più debole, oppure un rafforzamento dell’euro, nel secondo semestre del 2026 i prezzi potrebbero diminuire ulteriormente, offrendo alla BCE margine di manovra per ridurre nuovamente i tassi di policy”.
In conclusione, fino al prossimo aggiornamento delle previsioni economiche a dicembre, compresa la pubblicazione delle proiezioni sull’inflazione per il 2028, la BCE dovrebbe mantenere un atteggiamento attendista. Non ci dovrebbero essere sorprese nella riunione in terra nostrana: la decisione è ampiamente prevista dai mercati ed è improbabile che porti a reazioni significative.