Battere il fisco in tre mosse. Affrettatevi, la scadenza è vicina

15 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Uscire vincitori dalla lotta contro il fisco è l’obiettivo di ogni cittadino italiano, alle prese con un carico di tasse da pagare. Ma oltre alle scadenze fiscali, ce n’è una importante, che riguarda quella in cui si possono sfruttare le minusvalenze registrate nel 2010. E’ quanto fa notare nella sua newsletter Altroconsumo Finanza.

Le regole sono tre. La prima: SFRUTTA GLI ACQUISTI RECENTI

A tal proposito Altroconsumo fa notare come sia le borse che i prezzi dei bond siano saliti. “È quindi probabile che sugli investimenti degli ultimi anni, sia azionari sia obbligazionari”, si sia portato a casa un guadagno. Il consiglio? Vendere prima della “fine dell’anno (tenendo conto dei giorni di valuta per l’operazione) in modo da compensare i guadagni con le minusvalenze. Per decidere cosa vendere”, iniziare con i titoli meno “appetibili”, non importa se azionari o obbligazionari. E se poi non bastasse a compensare tutte le minusvalenze, allora è importante valutare “la possibilità di vendere anche i titoli più interessanti: se il vantaggio fiscale supera le commissioni di compravendita, si possono sempre ricomprarli subito dopo (non nello stesso giorno)”.

Seconda regola: Scegliere bene cosa vendere

“I guadagni derivanti da fondi e Etf non possono essere usati per compensare le minusvalenze. Inutile quindi vendere questi prodotti: anche se si è in guadagno, non servono per compensare le minusvalenze. Per essere sicuro di vendere il prodotto giusto per le tue esigenze fiscali, controlla nella tabella qui sotto cosa puoi compensare e cosa no”

Terza regola: Attenzione agli zero coupon

“Il rendimento delle obbligazioni che non hanno cedole è dato dalla differenza tra prezzo di rimborso e prezzo di emissione. Apparentemente può sembrare una plusvalenza, ma è meglio fare attenzione: il fisco considera gran parte di questi guadagni come se fossero delle cedole, e li tassa allo stesso modo: non si possono quindi usarli per compensare le minusvalenze. In altre parole: il guadagno che si vede nel proprio conto titoli per questi zero coupon è, in gran parte, tassato separatamente come una cedola, e solo in minima parte utilizzabile per compensare le minusvalenze. Per sfuggire al fisco, non sono gli strumenti ideali da vendere: da tenere solo come ultima spiaggia”.

Fonte

Altroconsumo Finanza