Bankitalia, Visco: con la manovra pressione fiscale al record del 45%

9 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “Le misure di bilancio contenute nel decreto hanno effetti restrittivi sul pil stimabili in mezzo punto percentuale nel prossimo biennio”. Precisamente, il prodotto interno lordo italiano sarà negativo nel 2012 per poi essere caratterizzato da una crescita limitata nel 2013. Cosi’ il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nel corso di un’audizione alla Camera spiega che “l’impatto potrebbe essere in larga parte compensato se il calo dei rendimenti sui nostri titoli decennali osservato nei giorni immediatamente successivi all’emanazione del decreto si confermasse e si estendesse all’intero arco della curva per scadenza”.

Visco ha pero’ spiegato che il nostro paese deve fare uno sforzo per recuperare la competitivita’ e ha osservato che e’ necessario poter “assicurare il ritorno a tassi di crescita piu’ elevati”, e realizzare “una maggiore creazione di posti di lavoro”, che va intensificata “dando attuazione in tempi rapidi a misure incisive che si affianchino a quelle gia’ definite con il decreto del governo in quadro complessivo, organico e tale da rassicurare definitivamente chi ha investito e investe nel nostro Stato, nel nostro Paese”.

Detto questo, con la manovra economica la pressione fiscale salirà a circa il 45% del Pil. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in un’audizione alla Camera. “I nuovi interventi – ha sottolineato Visco – si concentrano per circa due terzi sulle entrate, portando la pressione fiscale intorno al 45%”.

Continuando: “La crisi dei debiti sovrani nell’area dell’euro richiede una risposta forte, rapida, coraggiosa a piu’ livelli, nazionale, europeo, globale. In Italia le tensioni si sono aggravate dall’estate, con riflessi allarmanti sui differenziali di interesse tra i nostri titoli pubblici e quelli tedeschi. Il decreto legge emanato dal governo, che integra le misure varate in luglio e agosto e’ una misura necessaria e urgente per ristabilire il merito di credito nel nostro Stato, ed evitare conseguenze estremamente gravi e durature sull’economia reale”.

Ancora, “una risoluta azione di contrasto all’evasione fiscale rimane prioritaria. Dall’emersione di base imponibile e dalle risorse liberate dalla razionalizzazione della spesa potra’ determinarsi la riduzione della pressione fiscale necessaria per dare maggiore stimolo all’attivita’ di impresa e all’occupazione”.