Bankitalia: chat sconfessa Renzi, scontro governo-Pd sulla mozione

20 Ottobre 2017, di Mariangela Tessa

Continua la saga Bankitalia. Dopo le parole di Renzi – ‘il governo sapeva ed era d’accordo – con la mozione Pd contro la riconferma del governatore Visco, il quotidiano la Repubblica pubblica una chat chat WhatsApp ultra riservata tra la ministra Anna Finocchiaro e alcune decine di deputati dem, poco prima del voto della mozione. Chat che conferma lo scontro Pd-Governo sulla mozione.

Dalla chat, si legge nell’articolo, emerge:

Primo: per l’esecutivo la versione originale scritta del Pd è letteralmente “inaccettabile”. Secondo: la ministra lima il testo, lo sottopone in fretta e furia a Gentiloni e Padoan nell’immediatezza del voto – e solo a dibattito parlamentare in corso – ottiene il loro “conforto “. Fino a ora di pranzo, però, il premier non sapeva nulla.

Ieri intanto Palazzo Chigi ha ribadito che le scelte del premier ‘saranno ispirate alla salvaguardia dell’autonomia dell’Istituto’ mentre un nuovo attacco al governatore Visco e’ arrivato da Silvio Berlusconi che accusa ‘Certamente Bankitalia non ha svolto il controllo che ci si attendeva”.

Parole che rendono più difficile la posizione del governatore, attaccato anche dai 5stelle. Il presidente del Consiglio ha confermato la fiducia al sottosegretario Maria Elena Boschi, chiamata in causa come una delle ispiratrici della mozione anti Visco. secondo il quale il governatore ‘non ha svolto il controllo che ci si attendeva’. Durissimo Bersani: ‘Si vuole dare addosso alle guardie per lasciare tranquilli i ladri’.

Intanto questa mattina sul Il Sole 24 Ore,  un appello firmato da 46 economisti solleva la questione del “pericolo” insito nel politicizzare la nomina del governatore della Banca d’Italia e come sia “infondata” l’opinione di chi cerca di attribuire alla banca centrale la responsabilità della mala gestione di alcune banche.

Nell’appello si chiede alla politica di fare un passo indietro e si giudica la mozione del Pd un “pericoloso, ingiustificato e inutile danno alla reputazione internazionale della Banca d’Italia e dell’intero Paese”.

“I sottoscritti – si legge nell’appello – chiedono al Presidente della Repubblica e al Presidente del consiglio dei ministri di non assecondare l’irrituale mozione di alcuni gruppi parlamentari orientata a “aprire una nuova fase” in Banca d’Italia che a loro dire si realizzerebbe negando la conferma del Governatore Visco” e “ritengono che siffatte irrituali richieste siano lesive dei poteri di proposta e di nomina che la legge riserva all’autonomia del Presidente Consiglio e del Presidente della Repubblica”.

Gli economisti “valutano pericoloso il tentativo di politicizzare le nomine ai vertici di una istituzione la cui indipendenza tecnica e operativa, garantita anche dall’appartenenza al Sistema delle banche centrali europee, è indispensabile all’esercizio della vigilanza sul sistema bancario italiano e alla partecipazione della Banca d’Italia alle decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea” e “ritengono che la mozione approvata dalla Camera produca un pericoloso, ingiustificato e inutile danno alla reputazione internazionale della Banca d’Italia e dell’intero paese”.

I 46 economisti infine “reputano quantomeno infondata, sul piano fattuale e di teoria economica, l’opinione di chi cerca di attribuire ogni responsabilità alla Banca d’Italia per la mala gestione e il fallimento di alcuni istituti di credito”.