Bankitalia: abolizione tasse casa, “effetti limitati sui consumi”

16 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Bankitalia benedice la riduzione della pressione che costituisce un freno alla crescita” anche se mostra scetticismo sull’efficacia dell’abolizione della tassa sulla casa che “potrebbe avere effetti circoscritti sui consumi”. E’ quanto si legge nel Bollettino di ottobre di Palazzo Koch, in cui si spiega che “gli interventi più direttamente efficaci ai fini di un incremento del potenziale dell’economia sono quelli di riduzione del carico gravante sui fattori della produzione”, mentre “l`abolizione della tassazione sull’abitazione principale potrebbe avere effetti circoscritti sui consumi”.

Nota a parte è dedicata agli investitori esteri che, a quanto pare, continuano a comprare debito pubblico italiano. “Rimane elevata la propensione degli investitori esteri a detenere titoli di Stato italiani: tra marzo e luglio i non residenti hanno effettuato acquisti netti per 21 miliardi, un ammontare di poco inferiore alle emissioni nette”.

“Il sensibile aumento della posizione debitoria della Banca d`Italia sul sistema dei pagamenti Target 2 osservato dalla primavera rispecchia l`ampia creazione di liquidità e la minore offerta di titoli pubblici, derivanti dalla politica di emissioni del Tesoro e dalle operazioni monetarie attuate dalla Banca d`Italia: entrambi i fattori hanno indotto gli intermediari italiani a ridurre la provvista interbancaria sull`estero e i residenti a riequilibrare il proprio portafoglio verso attività estere”.

Bankitalia mette in evidenza inoltre come i tassi di interesse prossimi allo zero, grazie alla politica monetaria espansiva, consentano una riduzione nel costo del debito pubblico.

A questo proposito, viene citata la nota di aggiornamento dal Def, nel quale si stima che “per il prossimo anno le minori entrate sarebbero finanziate solo in parte con tagli di spesa; complessivamente la Nota programma una riduzione della velocità del consolidamento di bilancio. Il rapporto tra il debito e il Pil inizierebbe a ridursi nel 2016”.

Allargano lo sguardo oltre i confini nazionali, Palazzo Koch sottolinea come sul quadro economico internazionale, a parte l’incertezza sui tempi del rialzo dei tassi di interesse Usa, stiano pesando il rallentamento della Cina e scandalo Volkswagen.

“Il percorso di rientro della Cina dagli alti livelli di investimento e di indebitamento costituisce un fattore di fragilità per il paese e un rischio per l`economia globale”, spiega il Bollettino, specificando che “la frode perpetrata dalla casa tedesca Volkswagen ha inciso sull’andamento dei mercati borsistici e sul clima di fiducia in Germania, introducendo un nuovo elemento di incertezza per le economie europee”. (mt)