Banchieri. Zero vita sociale e farmaci contro panico e stress

20 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “Un cocktail di zero vita sociale, condita di tanti caffe, propanolo (che aiuta con lo stress e gli attacchi di panico) e modafinil (che tiene svegli tutta la notte)”. Queste sono le parole di un impiegato bancario con sede nel Regno Unito.

Insomma, scordatevi Leonardo di Caprio e il suo “The Wolf of Wall Street”, la realtà sembrerebbe completamente diversa. Nel mondo dell’alta finanza, più che divertimento, sembrano esserci attacchi di ansia e disturbi psicologici non di poco conto.

Una ricerca riporta come un laureato su otto voglia o cerchi di entrare nel settore bancario a tutti i costi: la popolarità della finanza, dunque, non è in discussione. Tutt’altro.

Il problema risulterebbe però essere che una volta dentro la vita si trasforma in un inferno. Ragazzi praticamente allo sbando e sommersi di lavoro.

Certo, la scelta non è obbligata, ma le aspettative sono sicuramente disilluse. Si tratta spesso di ragazzi tra i 18 e i 25 anni, di cui la metà lavora per più di 60 ore a settimana, e circa uno su sette addirittura 90 ore o più. Molti si lamentano, chiedendo cambiamenti, ma solamente per il 18% ci sono stati delle piccole variazioni. Non proprio il lavoro dei sogni.