Banche Ue non saranno divise in due: grande vittoria delle lobby

25 Ottobre 2017, di Daniele Chicca

Le lobby bancarie hanno ottenuto una importante vittoria nell’Unione Europea. Dopo che non è riuscita a ottenere il consenso sperato in parlamento sulla separazione delle attività delle banche, la Commissione Europea ha abbandonato per il momento l’idea. Il piano controverso per regolamentare il settore dopo la crisi finanziaria, provocata proprio dagli eccessivi rischi intrapresi dalle banche, è stato accantonato martedì 24 ottobre dall’organo esecutivo Ue.

I sostenitori della legge di riforma del sistema bancario, tra cui i socialisti, hanno criticato la decisione delle autorità, sottolineando che le banche “too big to fail” come Deutsche Bank o BNP Paribas pongono tuttora dei rischi alla stabilità finanziaria, all’economia e alle finanze dei cittadini.

La legge Glass-Seagall, introdotta dopo la crisi del 1929 che causò la Grande Recessione ma poi abrogata nel 1999, viene considerata uno dei capisaldi della stabilità e sicurezza del sistema finanziario, perché separare le attività più rischiose delle banche di investimento da quelle della divisione commerciale di colossi bancariconsentirebbe di mettere al riparo da cattive sorprese i clienti retail e i piccoli risparmiatori.

La proposta, che è a un binario morto dal 2015, era pensata per aumentare la stabilità finanziaria, mettendo al riparo i contribuenti dai rischi di futuri piani di salvataggio pubblici (i cosiddetti bailout). Secondo i parlamentari dell’ala conservatrice e la Commissione europea l’obiettivo è stato raggiunto con altre leggi di supervisione e risoluzione bancaria, ma i socialisti che appoggiavano il testo di “riforma strutturale delle banche” non sono d’accordo.

“I colossi finanziari too-big-to-fail mettono ancora in pericolo la stabilità finanziaria, i contribuenti e i clienti”, dice in un comunicato il parlamentare tedesco Jakob von Weizsaecker said in a statement. L’abbandono del progetto di riforma (il dossier “Bank Structural Reform”), secondo il membro del partito Social Democratico “segna una sfortunata battuta d’arresto nell’agenda europea per regolamentare le grandi banche”.

È una vittoria importante per le lobby del settore bancario, che hanno fatto pressioni perché la misura non venisse adottata, osservando che avrebbe compromesso la capacità delle banche di aiutare l’economia a crescere. Il testo legislativo non ha riscontrato il consenso necessario. Non tutti i parlamentari erano convinti che fosse indispensabile dal momento che l’Europa ha adottato tante altre leggi per contenere pratiche rischiose da parte delle banche dopo lo scoppio della crisi finanziaria del 2008, la maggiore dagli Anni 30.