Banche Ue disperate: le scappatoie per sopravvivere

2 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Nonostante la crisi delle banche europee mostri segnali di miglioramento, dopo la massiccia iniezione di liquidità Bce (da circa €1 trilione) attraverso le due operazioni di rifinanziamento di lungo periodo (Ltro), i problemi sono appena assopiti, pronti a risvegliarsi.

Un miglioramento solo apparente, con i vari istituti che continuano ad utilizzare misure e manovre poco ortodosse per evitare, o almeno ritardare, i pericoli imminenti che rischiano di far saltare i loro bilanci.

Per raggiungere i nuovi requisiti di stabilità richiesti dalle autorità finanziarie, senza aumenti di capitale o senza procedere alla smobilitazione di alcuni asset, si sarebbe fatto ricorso a delle scappatoie per evitare, almeno per il momento, che i prestiti concessi ad alcuni clienti finissero in default. Insomma, non si va a risolvere veramente le cause del problema, ma semplicemente ritardarne gli effetti, riportano David Enrich e Sara Schaefer Muñoz per il Wall Street Journal.

“L’operazione Ltro ha consentito di dilungare il periodo entro il quale gli istituti dovranno affrontare un processo di ricostruzione”, ha commentato Alastair Ryan, analista di Ubs per il settore bancario.

L’esempio fatto riguarda le scappatoie alle quali starebbero ricorrendo le banche spagnole, per far fronte al continuo rallentamento della crescita economica e alla possibilità di un brusco crollo del settore immobiliare. Per esempio, inondate dai prestiti della Bce, gli istituti di credito spagnoli riservano delle concessioni a chi chiede prestito, di norma imprese a piccole dimensioni: l’effetto è che i consumatori possono fare un sospiro di sollievo, ma solo per ora. Perchè cosa accadrà quando l’oste presenterà il proprio conto? Si sa, l’iniezione di liquidità da parte della Bce non andrà avanti per sempre, anzi potrebbe essersi già conclusa.

La Spagna si fa notare anche per il singolare finanziamento degli spettacoli di corride. Con l’economia che sta frenando a ritmi sempre più preoccupanti, le società che gestiscono gli spettacoli non riescono più a riempire i palchi di gente. Si mette così in evidenza l’accordo tutto particolare che Banca Civica, presto parte del gigante nazionale Caixabank, ha siglato con una di queste società che operano nell’organizzazione delle corride, Empresa Pagées. L’istituto ha accettato bdi erogare prestiti ai fan delle corride, aiutandoli ad acquistare i biglietti, che costano ognuno centinaia di euro. Condizione: i fan ripagheranno i prestiti, con l’interesse, entro un anno.

Oppure altre banche europee, che spostano alcuni asset presenti nel loro portafoglio in nuovi veicoli creati ad hoc affinché tali asset non siano presenti nei bilancio. Tali banche poi assumono consulenti esteri, come società di private equity, per gestire tali veicoli. Richard Thompson, che aiuta a gestire il gruppo di consulenza sul Portafoglio di ProcewaterhouseCoopers, sta lavorando con alcune banche europee per realizzare tali transazioni (o chiamiamole anche scappatoie).

Non si tratta ovviamente solo della Spagna: Royal Bank of Scotland, per esempio, ha trasferito asset per un valore di 1,4 milioni di sterline – nella maggior parte dei casi investimenti nel mercato immobiliare, come centri di shopping, aree di parcheggio e anche case di cura- in un fondo che è gestito dal colosso dei buyout Blackstone Group. In realtà, RBS si è difesa affermando che tale struttura è stata creata solo per “una maggiore ripresa” delle attività, come ha detto Mark Bailie, co-responsabile delle soluzioni presso l’unità noncore di RBS.

Intanto, almeno una buona notizia c’è: alcune tra le principali banche europee si stanno preparando a rimborsare un terzo della liquidità ricevuta dalla Bce entro i prossimi 13 mesi. E’ quanto riporta il Financial Times. Tra queste Unicredit, BNP Paribas, Société Générale, La Caixa. I prestiti sono rimborsabili a dicembre 2014 e febbraio 2015, ma le banche possono ripagarli da dicembre 2012.