Banche tedesche in allarme: vendite bond a rischio con piano Merkel

24 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

E ora arriva anche l’allarme dalle banche tedesche. L’associazione bancaria tedesca BDB, che rappresenta gli istituti di credito della Germania e che include colossi del calibro di Deutsche Bank, lancia un avvertimento: il piano del cancelliere Angela Merkel, volto a far partecipare anche gli investitori privati a eventuali nuovi piani di salvataggio dei paesi che non riescono a rimborsare i prestiti, potrebbe danneggiare la vendita di obbligazioni. Precisamente, potrebbe deragliare le vendite di obbligazioni a partire dal 2013.

Il 2013 è proprio l’anno di scadenza del fondo di emergenza dell’Unione europea, del valore di 750 miliardi di euro. Tale fondo, che è stato concepito per stabilizzare i mercati finanziari globali e inizialmente risolvere la crisi del debito della Grecia, è stato istituto quest’anno, con un accordo tra l’Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale. Ma c’è una data di scadenza per questo fondo, fissata nel 2013.

Nella giornata di ieri, Merkel ha ribadito che “coloro che hanno realizzato buoni profitti su alcuni bond governativi, dovrebbero anch’essi accollarsi la responsabilità (nei casi di salvataggio dei paesi in difficoltà)”. Continuando, la cancelliera ha ricordato che “non c’è alcun business al mondo in cui lo stato e i contribuenti debbano accollarsi il 100% del rischio. Perchè dunque la situazione dovrebbe essere diversa per chi detiene i titoli governativi nell’Eurozona?”.

Ma le banche tedesche sottolineano che tra la scadenza del fondo di emergenza e l’eventuale introduzione del meccanismo di risoluzione della crisi pianificato dalla Merkel ci sarebbe un periodo di transizione, un gap, che potrebbe rivelarsi pericoloso.

“E’ necessario stilare in questo momento un piano alternativo, in modo da riuscire a far fronte al periodo di transizione che si verificherà – ha detto la BDB nel suo rapporto mensile – In mancanza di risposte convincenti su come gestire il periodo di transizione, l’introduzione di un nuovo meccanismo per fronteggiare la crisi potrebbe, nello scenario peggiore, portare nuova incertezza sui mercati”. E mettere a rischio appunto la vendita dei bond.