Banche, quando il 29% dei mutui è a rischio

12 Settembre 2017, di Alberto Battaglia

Il sistema bancario dell’Australia sarebbe gravato da 402 miliardi di dollari americani di prestiti erogati sulla base di informazioni finanziarie inaccurate, detti “liar loans” (“prestiti bugiardi”). Lo ha stimato Ubs, che ha compiuto un sondaggio su 907 australiani che hanno sottoscritto un mutuo negli ultimi 12 mesi.

Da queste rilevazioni la banca svizzera ha scoperto che solo il 67% delle domande di finanziamento erano state compilate “in modo completamente aderente ai fatti ed accurato”. Una quota, peraltro, in peggioramento rispetto al 72% di un anno prima.

Relazionando queste cifre con i 1.700 miliardi di dollari (AUS) di mutui in essere, la parte di “liar loans” sarebbe il 29% del totale e il 18% del debito privato del Paese.

Le imprecisioni che più frequentemente emergono nella documentazione fornita alle banche australiane sono i redditi sovrastimati e il sottodimensionamento delle spese da parte dei richiedenti. La conseguenza operativa, per gli analisti di Ubs,  si osserva nel peso “underweight” delle azioni bancarie australiane nel portafoglio.

“I mutuatari sono molto più ‘tirati’ di quanto le banche ritengano, il che implica perdite in caso di recessione che potrebbero essere maggiori a quanto anticipato dalle banche”, ha scritto l’analista Ubs Jonathan Mott, in una nota diffusa ai clienti lunedì.

L’indice benchmark Etf VanEck Vectors Australian Bank ETF, composto principalmente da titoli bancari australiani, è in calo del 2,8% da inizio anno.